Addio alle confezioni di plastica: verso un packaging sostenibile

di Sara Vanni
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Ne avevamo già parlato a proposito della cosmetica green, ormai le industrie di vari settori (beauty, food & beverage) si stanno orientando verso la produzione di un packaging sostenibile. L’obiettivo di molte aziende è quello di produrre confezioni a partire da scarti dell’agricoltura o materiale riciclabile.

In quest’articolo scopriremo le confezioni a più basso impatto ambientale usate in tutto il mondo.

Confezioni ecosostenibili: Green PE e PVA

Tra i packaging sostenibili, spiccano il Green PE e il PVA.

Il Green PE è un materiale derivato dalla canna da zucchero che trova impiego maggiormente nella produzione di flaconi o tubetti. Chimicamente, si tratta di un polietilene e dunque ne deriva che ha le stesse caratteristiche di un PE di origine petrolchimica (stessa resistenza termica, barriera ecc.)

Il PVA, invece, è un materiale idrosolubile (il tempo di solubilità è di circa 10 secondi). Chimicamente, siamo di fronte ad un composto polivinilico naturalmente non tossico e biodegradabile al 100%. Quando non viene usato nelle produzioni di oggetti dedicati alla persona, trova impiego molto spesso nel settore tecnologico, come supporto nelle stampe 3D.

Se vuoi approfondire il rapporto tra ecosostenibilità e tecnologia, ti consigliamo questo articolo.

Packaging sostenibile: R-PET e Green PET

Tra gli altri materiali meno impattanti sull’ambiente, il Green PET e l’R-PET.

In questa tabella riassuntiva, le caratteristiche di questi due materiali a confronto:

Green PET: caratteristicheR-PET: caratteristiche
Non è completamente vegetale
(70% acido tereftalico,
30% idrocarburi)
Materiale derivato da bottiglie o
rifiuti industriali e poi riciclati
Emissioni di CO2 ridotte del 30%Emissioni di CO2 ridotte in rapporto
all’azienda che ne fa uso
Componenti Bio Based al 30%Il rigranulato è destinato anche
all’uso alimentare

Altre confezioni ecosostenibili

Infine, tra le altre confezioni che migliorano l’ambiente riducendo le emissioni di CO2 ci sono gli imballaggi di origine vegetale/animale. Nello specifico, molto usata è l’alga bruna, che ha un tempo di biodegradabilità fissato tra le 4-6 settimane. In quanto commestibile, questo materiale è chiaramente destinato all’uso alimentare.

Sempre nel settore del packaging alimentare, infine, il “Biopack Usa e Pianta“. Nato dall’idea di un designer greco, si tratta di un involucro di cartone composto da polpa di carta, farina e amido. La vera novità, tuttavia, sta nella presenza di semi biologici; è una confezione solubile, attraverso acqua e luce potranno crescere germogli e piantine.

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