Mc Donald’s lancia ‘Mc Plant’, il primo panino vegetale

di Sara Vanni
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La catena di fast food più famosa al mondo ha lanciato Mc Plant, il suo primo hamburger dedicato a chi ha un alimentazione non onnivora. Il sapore e la consistenza sono simili agli hamburger tradizionali, ma nel Mc Plant non si trovano ingredienti di origine animale.

Nell’Aprile 2019 la rivale Burger King aveva lanciato Rebel Whopper, un panino con burger di soia, che però aveva suscitato un caso mediatico perchè sembrava essere stato pubblicizzato in maniera ingannevole. Sembrava, infatti, che fosse destinato ai vegani, quando invece non lo era.

Due anni dopo, Mc Donald’s ha voluto rispondere al proprio competitor e svoltare, con un panino il cui burger è al 100% vegetale.

Perchè il Mc Plant non è un panino vegano

Nonostante sia un panino meat free, il Mc Plant non sembra essere un panino adatto ai vegani, perchè il sapore e la consistenza del burger sono esattamente quelli della carne, sebbene siano ricreati con ingredienti vegetali.

Inoltre, con ogni probabilità il burger verrà cotto sulla stessa piastra su cui saranno cotti gli altri hamburger della catena, “contaminando” l’effetto che si vorrebbe creare.

Panino Mcdonald, immagine a scopo esemplificativo

Caratteristiche del Mc Plant nell’ottica green

Nell’ottica dell’ecosostenibilità, questo nuovo panino tutto al vegetale determina un momento chiave per la nota catena di fast food.

Innanzitutto, questo panino è prodotto in proprio, in un momento in cui le industrie sono in crisi; il significato tra le righe è che la produzione di qualcosa sostitutivo alla carne è un’esigenza impellente. Macdonald, nella posizione di colosso dei fast food, ha voluto normalizzare una scelta alimentare ormai condivisa a livello mondiale da moltissime persone.

Il mercato della carne è in crisi già da prima della condizione pandemica e per questo i sostituti vegetali possono essere una buona alternativa, dal momento che per la loro produzione si userebbero materie prime di costo inferiore a quello della carne.

I dati

Secondo i dati raccolti a cavallo tra il 2019 e il 2020, circa il 40% degli americani ha mangiato un alimento di origine non animale. Questo è un buon segno soprattutto per la produzione a livello industriale: il mercato dei cibi sostitutivi alla carne prevede un aumento del 20% entro il 2024.

L’obiettivo, nell’ottica della green production, è quello di divenire un alimento che possa raggiungere la produzione di massa, ma con un minore impatto ambientale.

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