Auto elettrica sì, ma di lusso

di Silvia Becattini
Porsche
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Anche il settore automobilistico di lusso sta allargando i propri orizzonti verso la sostenibilità e l’alimentazione elettrica dei motori. Esempio recentissimo è la Porsche Taycan, nuovo gioiellino elettrico della casa automobilistica di Stoccarda.

Porsche, quasi un secolo di passione per l’auto

Lo studio di progettazione ed ingegneria che dà vita alla storia di Porsche nasce il 25 aprile 1931. Il fondatore, Ferdinand Porsche, divenne celebre anche perché nel 1934, su richiesta di Adolf Hitler, progetta un’autovettura destinata all’uso popolare. Nasce così la prima Volkswagen, l’auto del popolo. Qualche anno più tardi arrivò (sembra sempre da parte di Hitler) la richiesta di realizzazione di un’auto con prestazioni più elevate. Insieme al figlio, Ferdinand Porsche lavorò assiduamente per creare la prima Porsche. Nel 1948 inizia la produzione della 356, il primo modello prodotto “in serie” di questo marchio.

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Porsche 356 Roadster
Fonte: Wikipedia

Per quanto riguarda il concetto di auto elettrica però, il fondatore del marchio era senza dubbio all’avanguardia. Già nel 1898 infatti, ancor prima della nascita della casa automobilistica di Zuffenhausen, Porsche aveva progettato la prima auto ad alimentazione elettrica: il modello elettromobile Egger-Lohner C.2 Phaeton, altresì conosciuto come P1

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P1: la prima auto elettrica progettata da Ferdinand Porsche

Il marchio Porsche e l’elettrico: la nuova Taycan

La rivoluzione dell’elettrico arriva anche in casa Porsche. Con la Taycan, il marchio dimostra che l’auto di lusso, potente e veloce, è possibile anche elettrica. E dallo spot in onda in quest’ultimo periodo, emerge anche tutta l’anima energica dell’auto e del messaggio che c’è dietro. Già il nome Taycan, che significa “anima impetuosa di un giovane cavallo”, lascia intendere che Porsche abbia voluto rimarcare come l’innovazione dell’elettrico non significa rinunciare alle prestazioni da capogiro che il brand automotive ha sempre tenuto alte nei suoi veicoli.

Nello spot infatti, in un capanno sperduto “prende vita” tramite corrente elettrica il progetto di quest’auto, che durante il video risulta come connessa con l’anima del cavallo che lo segue, sfidando anche le zone urbane. Una vettura che di certo non sarà per tutti: il prezzo di partenza è infatti € 110.017. Quindi una pubblicità senz’altro affascinante e ricercata, che però vuole certamente intercettare un target di popolazione dal reddito alto. Magari fra qualche tempo il marchio creerà delle vetture più accessibili, anche se il concetto stesso che ha reso Porsche prestigiosa potrebbe venir meno.

Il cavallo rampante: simbolo anche della rivale Ferrari

Di sicuro in molti avranno pensato che questo spot potesse rappresentare un guanto di sfida che la casa di Zuffenhausen ha lanciato alla rivale Ferrari. Il cavallino rampante, visibile nell’ultima scena dello spot, è emblematico anche della casa automobilistica italiana. C’è quindi dietro una strategia di marketing oppure è dato dal fatto che praticamente gli stemmi dei due marchi sono praticamente gemelli?

Si, sono davvero simili e il cavallino rampante protagonista di entrambi sarebbe anche lo stesso! Il cavallo simbolo di Stoccarda infatti, divenne anche il simbolo della Ferrari, come racconta il suo stesso fondatore:

«Quando nel 1923 vinsi il primo circuito del Savio che si correva a Ravenna, conobbi il Conte Enrico Baracca e in seguito la Contessa Paolina, genitori dell’eroe. Fu la Contessa che un giorno mi disse: “Ferrari, perché non mette sulle sue macchine il Cavallino Rampante di mio figlio? Le porterà fortuna”. Conservo ancora la fotografia dell’aviatore con la dedica dei genitori in cui mi affidano l’emblema del Cavallino. Il Cavallino era e rimarrà nero; io aggiunsi il fondo giallo canarino che è il colore della città di Modena.»

Fonte: Wikipedia

Baracca era un asso dell’aviazione italiana che fece dello scudetto di Stoccarda il suo stemma, in omaggio agli aerei che aveva abbattuto, uno dei quali sulla fusoliera riportava questo stemma.

Insomma, Ferrari e Porsche sono accomunati dallo stesso cavallino rampante. Non resta che attendere la possibile risposta del cavallino “italiano” alla scelta innovativa del suo competitor.

Se volete vedere l’altra faccia del cavallino vi consigliamo Ferrari SF90 Spider “gold allure”

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