Il rapporto tra le Casse di Previdenza e il Paese

Il rapporto tra le Casse di Previdenza e il Paese

COMUNICATO STAMPA – CONTENUTO PROMOZIONALE

Roma, 19 maggio 2026 – Si è svolto presso l’Università degli Studi Link l’evento dedicato al rapporto tre le Casse di Previdenza e il Paese. Per l’occasione sono intervenuti i presidenti delle maggiori casse private tra cui: Alberto Oliveti (Presidente Enpam), Maria Annunziata (Presidente Cassa Forense), Massimo Garbari (Presidente Inarcassa) e Ferdinando Boccia (Presidente Cassa Dottori Commercialisti). A seguire hanno preso parte, per le considerazioni finali, Eugenio de Blasio (Fondatore di Green Arrow Capital) e Cristina Catania (Senior Advisor di McKinsey). 

 

L’evento, ideato e moderato da Marcello Presicci, docente e presidente dell’Advisory Board della Fondazione Educazione Finanziaria, è stato introdotto dal Magnifico Rettore Carlo Alberto Giusti e dal Presidente del Consiglio di Stato Luigi Maruotti. Dal confronto è emersa una visione condivisa: gli enti previdenziali privati stanno diventando sempre più strumenti di protezione sociale e stabilizzazione economica per le professioni. Negli ultimi anni questi enti hanno progressivamente ampliato le proprie funzioni. Non si occupano più soltanto di pensioni, ma intervengono anche su assistenza sanitaria, sostegno al reddito, aiuti alla genitorialità, formazione e supporto ai giovani professionisti. 

 

L’evento è stato utile anche per pianificare e proporre alla politica alcuni suggerimenti connessi al ruolo delle Casse. Su questo punto il Presidente Oliveti ha affermato: “Le Casse di previdenza private, nel mettere a reddito i contributi degli iscritti per finanziarne opportunamente le prestazioni, diventano investitori istituzionali di lungo periodo che agiscono in modo positivo sull’economia reale. Chiediamo alla politica regole coerenti proprio con questa natura: valutazioni dinamiche della sostenibilità, pari dignità rispetto agli altri investitori e la possibilità di impiegare il nostro patrimonio a supporto dei nostri professionisti e dello sviluppo del Paese, senza interventi normativi che ne limitino l’efficacia”. 

 

Sul tema il Presidente Annunziata di Cassa Forense ha ribadito come: “Cassa Forense ha chiuso il bilancio 2025 con un avanzo di gestione pari a circa 1.4 miliardi di euro e un patrimonio che sfiora i 22 miliardi. La Cassa Forense è quindi una realtà solida con un saldo previdenziale positivo nel trentennio e un consistente patrimonio. Le misure di welfare sono orientate sempre di più ad assicurare agli iscritti concrete misure a sostegno della salute, della professione e della famiglia. Particolare attenzione anche alle vittime di violenza e al follow up oncologico. La nostra mission è garantire alle avvocate e agli avvocati un idoneo futuro previdenziale, intervenendo nelle more con misure assistenziali calibrate sulle singole esigenze”. 

 

Il Presidente della Cassa Dottori Commercialisti, Ferdinando Boccia, ha sottolineato: “Le Casse di Previdenza non sono più semplici erogatori di pensioni, ma anche un sistema di welfare attivo capace di generare valore in ogni fase della vita professionale. Gli Enti, inoltre, come investitori istituzionali stanno avendo un ruolo sempre più centrale nello sviluppo dell’economia reale, ma questo potenziale può esprimersi appieno solo all’interno di un approccio realmente sistemico. È prioritario superare l’attuale complessità regolatoria a favore di un impianto normativo più snello per favorire gli investimenti a impatto sociale, oltre a una fiscalità più adeguata, volta a ridurre al 20% la tassazione sui rendimenti finanziari, in linea con quanto previsto per i fondi pensione integrativi. Solo attraverso un coordinamento efficace tra pubblico e privato sarà possibile liberare e valorizzare risorse necessarie a sostenere la crescita del Paese”. 

 

In chiusura il Presidente di Inarcassa Garbari ha dichiarato: “Le Casse svolgono un ruolo centrale che supporta i professionisti durante tutta l’attività lavorativa fino alla quiescenza; è giunto il tempo che questo ruolo sia riconosciuto anche a livello politico, riconoscendo pienamente la natura privatistica di tali Enti e, in tema di investimenti, garantisca un quadro normativo stabile coerente con gli orizzonti temporali tipici degli investitori previdenziali”. 

 

Sul tavolo resta però una sfida complessa: garantire l’equilibrio previdenziale nel lungo periodo e allo stesso tempo sostenere le nuove generazioni di professionisti, spesso alle prese con redditi più bassi e carriere discontinue. 

 

Eugenio de Blasio, fondatore di Green Arrow Capitale ha sottolineato come: “è fondamentale che l’industria italiana del risparmio gestito continui a crescere in dimensioni e competenze. Ci auspichiamo un consolidamento e una crescita costante dei gestori italiani anche nel panorama internazionale: diventare più competitivi è la condizione necessaria per agire come partner strategici a tutela delle nostre eccellenze industriali, preservandone il valore e il potenziale di innovazione”. 

 

In questo scenario le casse di previdenza cercano di ridefinire la propria identità. Non più semplici enti pensionistici, ma soggetti chiamati a coniugare welfare, investimenti e sviluppo economico. Una trasformazione che, secondo quanto emerso dal confronto romano, riguarda ormai non solo le categorie professionali ma l’intero sistema economico italiano. 

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