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Botulino non solo contro le rughe. Dal bruxismo al sorriso gengivale, fino all’armonizzazione del viso ‘quadrato’, alla tonicitĆ del collo, al mal di testa e alla sudorazione eccessiva, sono 6 i diversi usi poco conosciuti della tossina botulinica. Se n’ĆØ parlato alla masterclass ‘Botulinum Toxin A in medicina estetica del volto’ organizzata da Fime, la Federazione italiana medici estetici, che si ĆØ svolta nei giorni scorsi al Centro medico polispecialistico di Pavia, dedicata all’approccio ‘full face’, ovvero al trattamento del volto nella sua interezza.Ā
“La tossina botulinica non aggiunge volume: riduce un’eccessiva contrazione muscolare. In molti casi non bisogna riempire, ma sfruttare il meccanismo di ‘push and pull’ dei muscoli facciali e sfruttarlo a proprio vantaggio”, spiega Nicola Zerbinati, presidente Fime e relatore del corso insieme al responsabile scientifico Lucio Tunesi. Il volto – evidenziano i due esperti – non ĆØ diviso in compartimenti stagni: ogni muscolo interagisce con gli altri, influenzando espressioni, proporzioni e armonia. Per questo si parla sempre più spesso di trattamento ‘full face’: non interventi isolati, ma una valutazione complessiva delle tensioni muscolari. “Se si inietta senza una diagnosi e senza una logica anatomica, il risultato non ha senso”, sottolinea Tunesi. La tossina botulinica, aggiunge, “agisce modulando la contrazione muscolare, quindi non ĆØ legata esclusivamente alla presenza di rughe, ma alla funzionalitĆ di un muscolo che può provocare segni visibili o vere e proprie disfunzioni. Per questo ĆØ necessario rivolgersi a professionisti con una conoscenza scientifica e anatomica, oltre a esperienza e aggiornamento continuo”. Ā
Oggi di tossina botulinica si parla anche sui social, spesso accompagnata da ‘mappature’ fantasiose e risultati enfatizzati dal fotoritocco, osservano gli specialisti. “Non esistono punti specifici – precisa Tunesi – Ogni trattamento va personalizzato dopo un’attenta analisi dei movimenti del volto, valutando eventuali asimmetrie, ipertoni o tic muscolari. Tutto ciò crea un preciso legame tra diagnosi, trattamento e risultato. Non si tratta di iniettare in modo casuale. Il farmaco ĆØ studiato da decenni e supportato da ampia letteratura scientifica. Anche negli utilizzi cosiddetti ‘off label’ ĆØ fondamentale che il medico abbia una formazione rigorosa sul funzionamento anatomico e biomeccanico”. Ā
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Gli utilizzi meno noti al grande pubblico della tossina botulinica confermano come si tratti di uno strumento medico complesso, da impiegare con competenza e conoscenza anatomica. Ma ecco nel dettaglio i 6 modi d’uso meno noti del botulino: Ā
1) Alleggerire un viso troppo ‘quadrato’. Non sempre un volto ampio nella parte inferiore dipende dalla struttura ossea. In molti casi il muscolo massetere – quello deputato alla masticazione – può essere ipertrofico, spesso per predisposizione o per l’abitudine a serrare i denti. Quando lavora in eccesso, può rendere il profilo più largo e marcato. “Non interveniamo sull’osso – puntualizza Tunesi – e non modifichiamo i lineamenti. Moduliamo la forza del muscolo: riducendo l’iperattivitĆ si ottiene nel tempo un riequilibrio delle proporzioni del volto”. Il risultato ĆØ progressivo e naturale, senza chirurgia e senza effetti di riempimento. Ā
2) Il bruxismo, ovvero il digrignamento dei denti spesso legato a stress e tensione, non ĆØ solo un problema odontoiatrico. Può provocare dolori mandibolari, cefalee e usura dello smalto. Agendo sul massetere, la tossina botulinica riduce la potenza della contrazione muscolare e quindi la pressione esercitata su denti e articolazione temporo-mandibolare. “In questi casi non trattiamo una ruga, ma una parafunzione muscolare. Il beneficio ĆØ funzionale prima ancora che estetico”, rimarca Tunesi.Ā
3) Quando sorridendo si scopre una quantitĆ eccessiva di gengiva – il cosiddetto ‘gummy smile’ – la causa può essere un’attivitĆ troppo intensa dei muscoli che sollevano il labbro superiore. Con micro-dosi mirate ĆØ possibile modulare questa contrazione, riducendo l’esposizione gengivale e rendendo il sorriso più armonico. “Il nostro obiettivo non ĆØ bloccare l’espressione – chiarisce Tunesi – ma restituire equilibrio alla dinamica muscolare. Il risultato deve restare naturale, coerente con l’identitĆ del volto”. Ā
4) Con l’etĆ possono comparire le cosiddette bande verticali del collo, dovute a un’eccessiva tensione del muscolo platisma. Questa trazione verso il basso può contribuire alla perdita di definizione della linea mandibolare e allāabbassamento del terzo inferiore del viso. Intervenendo selettivamente sui cosiddetti muscoli abbassatori, Dao e platisma, ĆØ possibile attenuare questa forza e migliorare l’aspetto dell’ovale del volto. Il volto ĆØ il risultato di muscoli che tirano verso l’alto e muscoli che tirano verso il basso. Quando riequilibriamo queste forze, l’effetto ĆØ più tonico e disteso, senza aggiungere volumi”.Ā
5) La tossina botulinica non agisce solo sui muscoli. Può essere utilizzata anche per trattare l’iperidrosi, l’eccessiva sudorazione ad esempio della fronte o del cuoio capelluto, una condizione che spesso crea disagio nelle relazioni sociali e professionali. Attraverso tecniche di iperdiluizione e microiniezioni superficiali distribuite in modo uniforme, si può modulare l’attivitĆ delle ghiandole sudoripare. “In questo caso non interveniamo sulla mimica, ma su un meccanismo funzionale diverso, con un impatto importante sulla qualitĆ di vita del paziente”, continua Tunesi.Ā
6) Non tutti i mal di testa sono uguali. In molti casi il dolore nasce da una tensione continua dei muscoli di fronte, tempie e collo, spesso legata a stress, posture scorrette o al fatto di serrare i denti senza accorgersene. Ć la cosiddetta cefalea muscolotensiva, una forma molto comune che può diventare ricorrente. In questi casi la tossina botulinica può aiutare a rilassare in modo mirato i muscoli troppo contratti, riducendo quella pressione costante che alimenta il dolore. “Non si tratta di bloccare l’espressione del volto – conclude Tunesi – ma di alleggerire una tensione che, nel tempo, può trasformarsi in mal di testa”. Se il paziente ĆØ ben selezionato, il beneficio può essere progressivo e tradursi in una diminuzione della frequenza e dell’intensitĆ degli episodi. Ā
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