(Adnkronos) –
Michele Mari rimane in corsa per il Premio Strega e non sarĂ escluso dalla sestina finale. Lo annuncia in un comunicato la Fondazione Goffredo e Maria Bellonci, organizzatrice del Premio Strega, smentendo l’ipotesi di escludere lo scrittoredopo le polemiche scoppiate per le sue presunte frasi sessiste contro la scomparsa scrittrice Michela Murgia. La finale dell’ottantesima edizione si terrĂ l’8 luglio 2026 nella cornice del Ninfeo di Villa Giulia a Roma. I finalisti sono: Michele Mari – I convitati di pietra (Einaudi), Matteo Nucci – Platone. Una storia d’amore (Ponte alle Grazie), Bianca Pitzorno – La sonnambula (Bompiani), Teresa Ciabatti – Donnaregina (Mondadori), Alcide Pierantozzi – Lo sbilico (Einaudi) e Elena Rui – Vedove di Camus (L’orma).Â
“Sulla stampa abbiamo letto che la Fondazione Bellonci starebbe valutando l’ipotesi di escludere Michele Mari dalla ottantesima edizione del Premio Strega. Questa eventualitĂ non è consentita dal regolamento. In primo luogo, perchĂ© la titolaritĂ del Premio Strega, che la Fondazione gestisce con l’azienda Strega Alberti, appartiene ai 460 Amici della Domenica, che propongono i libri candidati e determinano insieme alle altre componenti della giuria l’opera vincitrice. E poi, cosa ancora piĂ¹ importante, perchĂ© il Premio è una competizione tra opere. Per questa ragione, il regolamento prescrive che neppure l’autore, qualora abbia acconsentito a iscrivere la propria opera, possa ritirarsi dalla gara”, afferma la Fondazione.Â
“Gli scrittori si esprimono essenzialmente attraverso i loro libri e vorremmo che in questo momento la parola tornasse alla letteratura – sottolinea la Fondazione – Abbiamo ritenuto inopportune le frasi attribuite a Michele Mari e, dal momento che la polemica nasce da un episodio avvenuto durante una tappa di trasferimento del tour organizzato dalla Fondazione, abbiamo creduto doveroso prendere le distanze da quelle affermazioni. Ma ciĂ² non ha alcun rapporto nĂ© con un giudizio di merito sui libri in gara nĂ© con la prosecuzione della stessa”.Â
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