Lavoro, Marche sopra la media nazionale per occupazione giovanile, ma il valore aggiunto per occupato resta indietro

Lavoro, Marche sopra la media nazionale per occupazione giovanile, ma il valore aggiunto per occupato resta indietro

COMUNICATO STAMPA – CONTENUTO PROMOZIONALE

Il 76,4% dei giovani tra i 25 e i 34 anni lavora, 8 punti sopra la media italiana. Ma il valore aggiunto per occupato si ferma a 88, scendendo a 86 nel terziario. Ancona ultima tra le province marchigiane per occupazione giovanile. Tutte le province restano sotto la media nazionale
 

 

Per il presidente Elisei: “Abbiamo dimostrato di saper creare lavoro. Ora dobbiamo farlo valere di più: servono imprese più strutturate, più innovazione e più cultura manageriale. È così che si trattengono i giovani e si rende competitivo il territorio”.
 

 

Ancona, 6 novembre 2026 – Nelle Marche i giovani adulti lavorano più della media nazionale, ma il valore aggiunto generato per occupato resta sensibilmente inferiore a quello italiano. È questo il principale elemento di contrasto che emerge dai dati di AstraRicerche, elaborati su fonte ISTAT, presentati oggi in occasione dell’Assemblea di Manageritalia Marche, svolta oggi presso gli spazi delll’NH Hotel di Ancona. 

 

Nella regione, il tasso di occupazione tra i 25 e i 34 anni raggiunge il 76,4%, ben 8 punti percentuali sopra la media nazionale (68,4%), mentre la disoccupazione nella stessa fascia d’età si attesta al 6,8%, contro il 9,5% italiano. Un quadro positivo sul fronte dell’accesso al lavoro che, tuttavia, non trova un riscontro altrettanto favorevole nella capacità del sistema economico di generare valore. Il valore aggiunto per occupato si ferma infatti a un indice di 88 rispetto alla media nazionale posta a 100, scendendo ulteriormente a 86 nel terziario di mercato, con esclusione delle attività immobiliari. 

 

Una distanza che evidenzia la necessità di rafforzare la competitività delle imprese marchigiane, investendo in innovazione, organizzazione, competenze e managerialità per trasformare la buona capacità occupazionale del territorio in maggiore crescita economica. 

 

“Le Marche dimostrano di saper offrire opportunità di lavoro ai giovani, ma questo risultato, da solo, non basta a garantire sviluppo e competitività” – commenta Dino Elisei, Presidente di Manageritalia Marche, nel corso dell’Assemblea. “La vera sfida è aumentare il valore generato da ogni lavoratore, puntando sulla qualità dell’occupazione, sull’innovazione e sulla crescita delle imprese. Abbiamo un tessuto imprenditoriale ricco di saper fare e di eccellenze riconosciute nel mondo, ma ancora troppo spesso caratterizzato da dimensioni ridotte e da una presenza insufficiente di figure manageriali. Dobbiamo accompagnare le aziende verso modelli organizzativi più evoluti, capaci di valorizzare il capitale umano, attrarre talenti e competere sui mercati nazionali e internazionali.” 

 

“Il calo dell’export e la perdita di giovani laureati ci dicono che il tempo stringe” – prosegue Elisei. “Non si tratta di lavorare di più, ma di lavorare meglio: portare nelle imprese competenze di gestione, digitalizzazione, internazionalizzazione e sostenibilità. Un manager in più in azienda non è un costo, è un investimento che si ripaga in produttività, salari più alti e capacità di trattenere i nostri ragazzi. Su questo terreno Manageritalia Marche è pronta a fare la propria parte insieme alle istituzioni, alle associazioni d’impresa e alle università del territorio.” 

 

Nello specifico tutte le province hanno valori superiori alla media italiana per occupazione dei 25-34enni: Ascoli Piceno (78,2%), poi c’è Pesaro Urbino (77,6%), quindi Macerata (77%), Fermo (75,3%). Ultima Ancona con il 74,8%. 

 

Al buon accesso al lavoro non corrisponde però un’analoga capacità di generare valore. Nelle Marche il valore aggiunto per occupato si ferma a un indice di 88 rispetto all’indice nazionale (100) e scende a 86 nel terziario di mercato, escluse le attività immobiliari. In altre parole, ogni lavoratore marchigiano produce in media il 12% di valore in meno rispetto a un collega italiano, il 14% in meno nei servizi di mercato: proprio il comparto – commercio, logistica, turismo, servizi alle imprese, ICT e finanza – che nelle economie avanzate traina la crescita della produttività e la qualità dell’occupazione. Tutte le province sono sotto l’indice nazionale dal 90 di Ancona all’82 di Macerata. 

 

In questo scenario emerge con forza una debolezza strutturale: la limitata presenza di manager nelle imprese. I dirigenti nelle Marche sono 1.264 su 133.701 a livello nazionale: meno dell’1% del totale, a fronte di una regione che esprime circa il 2,7% dell’occupazione italiana. L’incidenza si ferma a meno di 0,3 dirigenti ogni 100 lavoratori, contro una media nazionale di 0,9 e valori compresi tra 2 e 3 in Paesi come Francia e Spagna. Un ritardo che pesa sulla capacità delle imprese di crescere dimensionalmente, innovare, accedere ai mercati internazionali, gestire il passaggio generazionale e cogliere le opportunità della transizione digitale ed ecologica. 

 

LE PRIORITÀ INDICATE DA MANAGERITALIA MARCHE
 

 

 

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comunicati@immediapress.it

https://www.manageritalia.it/
 

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