La mamma di Martina Carbonaro in aula con braccialetto elettronico: “Tucci trattato come figlio, non lo perdonerò mai”

La mamma di Martina Carbonaro in aula con braccialetto elettronico: “Tucci trattato come figlio, non lo perdonerò mai”

(Adnkronos) – “Martina era bella come il sole, piena di vita. Io e mio marito da 15 mesi non viviamo più, non ci credo che non c’è più. Mi piacerebbe sapere da Tucci quali sono state le sue ultime parole e perché me l’ha uccisa. L’ho trattato come un figlio, ha ucciso mia figlia e ha pugnalato anche me. Non lo perdonerò mai”. Sono le parole di Fiorenza Cossentino, mamma di Martina Carbonaro, la quattordicenne uccisa l’anno scorso a colpi di pietra dall’ex fidanzato reo confesso Alessio Tucci. La donna, colpita insieme al marito dal divieto di avvicinamento ai parenti dell’imputato, ha deposto oggi in tribunale con il braccialetto elettronico. 

“Dopo scuola, il 26 maggio, Martina mi disse che doveva uscire con la sua amica. Alle 19 le ho detto che era pronta la cena – ha raccontato -. Dopo 10 minuti l’ho chiamata di nuovo. Ho fatto mille chiamate. Fino alle 20.20 ho sentito Martina al telefono. Le chiesi se era con Alessio, perché anche se si lasciavano stavano sempre assieme. Sono scesa nei paraggi di casa mia, poi abbiamo preso l’auto e siamo andati dall’amica che ha confermato che era con Tucci. Poi siamo andati da Alessio e la madre ci disse che era appena uscito. Era in strada con un amico, erano le 21 circa. Non si è voluta fare accompagnare, è andata via in scooter con un ragazzo che indossava un cappello bianco. A quel punto siamo andati dai carabinieri. Erano le 21.30, ci siamo rimasti fino alle 3 del mattino”. La mamma della 14enne, in Corte di Assise a Napoli, ha ripercorso le ultime ore di vita della figlia.
 

“Siamo arrivati fino alla stazione di Napoli, abbiamo fatto vedere le foto di Martina, siamo passati anche vicino allo stadio Moccia. Alessio (Tucci, ndr) era a casa mia con il padre quando i carabinieri sono andati a prenderlo per portarlo in caserma. Il padre diceva che Martina era sicuramente in un casolare. Alessio era tranquillo, fece anche il caffè ai carabinieri. Il padre era un po’ agitato. Lui mi disse ‘vorrei sapere Martina dov’è’. Quando sono venuti i carabinieri, Tucci era interessato alla nuova password del telefonino di Martina. Hanno sequestrato le lettere che lui le scriveva. Solo all’una di notte ho capito che mia figlia era morta e ho pensato fosse stato Tucci”. E ancora: “Martina voleva fare l’Alberghiero – ha poi detto la donna in aula – il suo sogno era aprirsi un ristorante. Bastava che ci guardavamo negli occhi. A volte l’ho sentita piangere, non mi ha mai detto perché si lasciavano”. 

cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

1

Hey, Ciao 👋
Piacere di conoscerti.

Iscriviti per ricevere i contenuti principali nella tua casella di posta, ogni settimana.

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Comments

No comments yet. Why don’t you start the discussion?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *