COMUNICATO STAMPA – CONTENUTO PROMOZIONALE
Nel 2025 l’uso dell’IA tra le imprese italiane è raddoppiato, ma competenze, costi e norme frenano le Pmi e alimentano la domanda di incentivi.
Bologna, 23 Luglio 2026. L’intelligenza artificiale è entrata stabilmente nel tessuto produttivo italiano. Nel 2025 la utilizzava già il 16,4% delle imprese con almeno dieci addetti, una quota raddoppiata rispetto all’8,2% del 2024 e più che triplicata sul 5% del 2023, come certifica il report “Imprese e Ict” pubblicato dall’Istat a dicembre 2025. La crescita trova conferma nel valore di mercato: nel 2024, in Italia l’IA ha toccato 1,2 miliardi di euro, in aumento del 58% sull’anno precedente, secondo l’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano.
Gli ambiti in cui viene applicata più spesso sono il marketing e le vendite, l’organizzazione dei processi amministrativi e, per circa un’impresa su cinque, la ricerca e sviluppo.
Il quadro nel suo insieme, però, resta a due velocità. Tra chi ha già adottato l’IA la priorità si è spostata dalla sperimentazione all’industrializzazione dei sistemi nei processi. Ma se tra le grandi imprese l’utilizzo è salito al 53,1%, tra le Pmi si ferma al 15,7%: la distanza tra i due gruppi è passata da circa venti punti del 2023 a trentasette del 2025, l’unico indicatore digitale in cui il divario, invece di ridursi, si allarga. Eppure lo spazio di crescita resta enorme, visto che oltre otto imprese su dieci non utilizzano ancora alcuna tecnologia di IA. E se il digitale è ormai una leva di competitività sui mercati esteri, per le Pmi il rischio è restare indietro proprio sulla tecnologia più strategica.
Le ragioni del ritardo, in realtà, non sono soprattutto tecnologiche. Stando alle rilevazioni Istat, tra le aziende che hanno valutato un investimento in IA senza poi realizzarlo, l’ostacolo citato più spesso è la mancanza di competenze adeguate, indicata da quasi il 60%.
Seguono la scarsa chiarezza del quadro normativo, segnalata dal 47,3%, e i costi elevati, al 43%.
Quelli appena descritti sono gli stessi nodi che una piccola impresa incontra ogni volta che prova a programmare un investimento in innovazione: capire se possiede i requisiti, sostenere la spesa iniziale e, soprattutto, orientarsi tra regole e scadenze che cambiano di continuo. Una combinazione che scoraggia l’adozione di nuove tecnologie anche quando vi sono finanziamenti pubblici e agevolazioni.
Sul fronte degli incentivi, in effetti, gli strumenti non mancano. Tra Transizione 5.0, crediti d’imposta per gli investimenti in beni tecnologici, bandi regionali ed europei e misure di finanza agevolata legate a digitalizzazione e innovazione, le possibilità di sostenere economicamente questi progetti sono numerose. Il problema, semmai, è quello opposto: l’offerta è così ampia e mutevole che individuare la misura giusta, verificarne i requisiti e presentare la domanda nei tempi previsti diventa un’attività a sé, complicata da gestire per chi non dispone di un ufficio dedicato, una condizione tutt’altro che scontata nelle piccole realtà.
È qui che si inserisce una novità degli ultimi mesi: la stessa tecnologia che le imprese stanno portando in produzione ha cominciato a entrare anche nella ricerca dei finanziamenti. Dal 2026 la consulenza in finanza agevolata si fa “aumentata”, con l’intelligenza artificiale impiegata per setacciare le oltre mille misure aggiornate ogni anno e incrociarle con il profilo della singola azienda.
A muoversi in questa direzione sono operatori specializzati come Golden Group, che su questo metodo ha costruito il proprio servizio di consulenza: l’IA non sostituisce il tecnico, ma ne accelera il lavoro, lasciando all’esperienza dei consulenti l’analisi finale e il rapporto con l’imprenditore. Una logica che la società riassume nella formula “Human+”, l’incontro tra competenza umana e algoritmi. L’obiettivo dichiarato non è automatizzare la consulenza, ma ridurre i tempi di analisi e aumentare le probabilità di intercettare la misura adatta a ciascuna impresa.
La direzione, in fondo, è già tracciata: man mano che la complessità aumenta, cresce anche la richiesta di supporto specialistico per accedere a bandi e agevolazioni. Per le piccole e medie imprese la sfida dei prossimi anni si gioca su due fronti: portare l’intelligenza artificiale dentro la produzione e, allo stesso tempo, saper usare gli strumenti, pubblici e privati, capaci di finanziarla.
Contatti:
Golden Group Finanza Agevolata AumentataVia della Mercanzia 14940050 – Funo di Argelato (BO)
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Responsabilità editoriale di Golden Group Finanza Agevolata Aumentata
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