Giovani, Cafà (Cifa): “Welfare House a sostegno futuro e famiglie con fondi interprofessionali”

Giovani, Cafà (Cifa): “Welfare House a sostegno futuro e famiglie con fondi interprofessionali”

(Adnkronos) – Una norma che possa essere già inserita nella manovra di fine anno per consentire ai fondi interprofessionali qualificati di attivare Welfare House, è questa la proposta di Cifa Italia, per dare una risposta concreta alle esigenze dei giovani e rispondere all’appello del Presidente Mattarella. Sarebbe necessario creare una sezione dedicata al welfare house nei fondi Interprofessionali per facilitare l’accesso alla casa e sostenere temporaneamente i lavoratori nel pagamento del mutuo in situazioni di difficoltà. “Rispondendo all’invito del presidente Sergio Mattarella di offrire più fiducia ai giovani e dopo le sollecitazioni del presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, che ha posto come necessari il contributo per casa e welfare nei progetti di sostenibilità, abbiamo deciso di offrire il nostro supporto come parte sociale, indicando una via possibile per concretizzare un sostegno a queste necessità che sia anche a costo zero per l’erario pubblico. Abbiamo studiato una proposta operativa, chiamandola Welfare House, che sottoporremo all’attenzione del Governo e delle istituzioni per una collaborazione operativa”, dichiara Andrea Cafà, presidente di Cifa Italia e Fonarcom. 

L’iniziativa prevede un intervento sull’articolo 118 della legge 388 del 2000, per affiancare alla formazione continua una nuova funzione di welfare abitativo. Il finanziamento ipotizzato è un nuovo contributo datoriale dello 0,30% delle retribuzioni imponibili, con patrimonio, contabilità e responsabilità rigorosamente separati dalle risorse destinate alla formazione. Le risorse raccolte potrebbero concorrere a finanziare garanzie parziali per mutui sostenibili e aiuti temporanei alle rate in caso, ad esempio, di perdita involontaria del lavoro o grave riduzione del reddito. Prestazioni e coperture sarebbero definite sulla base di una valutazione tecnica della sostenibilità. 

“I fondi interprofessionali – aggiunge Cafà – hanno costruito un’esperienza positiva nella formazione continua. Partire da organizzazioni e procedure già operative permetterebbe di abbreviare i tempi di attivazione, integrando le competenze necessarie per la nuova funzione. Una riforma a costo zero per lo Stato a cui concorrono con un piccolissimo investimento le imprese per tutelare e sostenere il futuro dei giovani come investimento su lavoro e famiglia”. 

 

Welfare House dovrebbe coordinarsi con le garanzie pubbliche esistenti e coinvolgere banche e soggetti autorizzati. Cifa Italia propone scadenze attuative precise e una prima fase operativa affidata ai fondi in possesso dei requisiti richiesti. 

“Dopo la norma sul salario giusto, Welfare House potrebbe rappresentare un altro tassello del nuovo mercato del lavoro. Una maggiore sicurezza abitativa può aiutare a trattenere competenze, favorire il ritorno degli italiani e attrarre talenti dall’estero. Agevolare l’acquisto e il recupero delle abitazioni potrebbe inoltre sostenere il settore edile e la sua filiera, contribuendo alla crescita e alla competitività del Paese”, sottolinea Cafà. 

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economia

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