(Adnkronos) – Giorgia Meloni prepara il G7 di Evian sotto la presidenza francese che inizierà lunedì sera con una cena, dove ci sarà una discussione libera sui principali temi di attualità internazionale: dal conflitto in Ucraina alla crisi in Medio Oriente. Il summit proseguirà fino a mercoledì. Allo stato, tutti i leader hanno confermato la loro presenza, anche Donald Trump. Â
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Le sessioni dei giorni successivi saranno sostanzialmente cinque: una sarà dedicata all’Ucraina, presente Volodymyr Zelensky; un’altra riguarderà la situazione mediorientale e del Golfo. Le altre sessioni si concentreranno sui partenariati internazionali e sulla crescita economica condivisa (in primis il nodo della produzione industriale mondiale e il rapporto tra l’Occidente e le grandi potenze emergenti, Cina e India). L’ultima, quella conclusiva del vertice, vedrà come protagonista il tema dell’intelligenza artificiale e saranno ascoltati come invitati esterni i leader delle principali bigtech Usa e non. La premier italiana interverrà in tutte le sessioni. E ci sarà l’occasione per vari bilaterali. Come a Kananaskis, spiegano fonti diplomatiche italiane, l’intenzione è di avere vari scambi (nessuno però è stato ancora fissato). L’incontro più atteso è quello con Trump, che Meloni non sente da tempo. Â
In primo piano, dunque, la guerra in Iran. Le voci di un possibile accordo di pace tra Usa e Teheran vengono considerate con estrema cautela dal governo italiano: nessun commento, vediamo cosa succede, aspettiamo i fatti, visto che si tratta di negoziati diretti dagli esiti imprevedibili. Chiaramente, se dovesse esserci un’intesa, spiegano fonti diplomatiche, sarebbe un grande risultato per tutti, a cominciare dall’Italia che sin dall’inizio ha lavorato per un cessate il fuoco. Quanto all’atteggiamento di Meloni nei confronti di Trump, la premier si porrà verso il presidente Usa come ha sempre fatto, ovvero, riferiscono fonti diplomatiche, in maniera seria, concreta, considerando che resta essenziale l’unità dell’Occidente e su questa bisogna lavorare. E’ importante avere una voce europea univoca, va ripetendo come un mantra la presidente del Consiglio italiano. Il governo italiano considera una priorità anche la necessità di una pace in Ucraina. Â
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Sulla figura del mediatore europeo la linea di palazzo Chigi è chiara: noi abbiamo bisogno di un’Europa efficace con una sola voce, da sempre Meloni sostiene che un mediatore europeo sarebbe utile per dare maggiore efficacia e univocità alla posizione Ue. Quanto al totonomi, il governo non si presta al gioco. Quel che conta non è il nome ma il principio. Il principio, riferiscono fonti diplomatiche, è che l’Europa deve parlare la stessa voce e quale sia questa voce, è secondario. Â
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