“Contro aggressioni mi muovo solo in auto e di giorno”: vita da rider, la storia di Gianluca

“Contro aggressioni mi muovo solo in auto e di giorno”: vita da rider, la storia di Gianluca

(Adnkronos) – “Ho iniziato a fare il rider a marzo del 2020 e ho 30.000 consegne all’attivo. Tutto è partito con il Covid, quando ho dovuto chiudere il bar di famiglia che avevo nel quartiere Prati. All’inizio lo facevo solo per pagare l’affitto e le bollette, nel tentativo di salvare l’attività. Oggi, a 51 anni, posso dire che questo lavoro mi ha salvato la vita e continuo con le consegne, schivando pericoli e aggressioni che hanno reso questo bel lavoro un incubo per tanti”. A raccontare all’Adnkronos la sua ‘vita da rider’ è Gianluca Mancini, che dopo un anno di lavoro è diventato segretario nazionale dei rider Ugl.  

“Nei sei anni e mezzo di attività ho fatto sempre il turno dalle 7 alle 15.30. Li ho provati un po’ tutti, anche di notte, ma questo è il più tranquillo – spiega – Io poi mi muovo con la macchina, perché lavoro in zone un po’ più periferiche di Roma, dove si riesce a fare gli stessi numeri che si fanno in scooter. Fino a due anni e mezzo fa era il lavoro più bello del mondo, si guadagnava relativamente bene: con la macchina in un turno di 8 ore dal lunedì al venerdì riuscivo a fare una media di 100, 105 euro di fatturato al giorno, il sabato e la domenica un po’ di più. Negli ultimi due anni, però, i compensi sono diminuiti di molto. A livello sindacale, abbiamo aperto il tavolo per il nuovo contratto da circa sei mesi e stiamo trattando su aumenti economici tra il 40 e il 50% rispetto al contratto vecchio. Le piattaforme sono consce di questa problematica e si sono rese disponibili nel cercare di ritornare ai livelli di due o tre anni fa. Quanto alla sicurezza del lavoro, per la prima volta il rischio del rider verrà messo nel Dvr (documento valutazione rischi) delle aziende. Gli addetti alle consegne verranno formati sul tema della sicurezza, si segnaleranno quali sono le zone dove più a rischio di aggressioni e l’azienda interverrà, ad esempio come già fatto da alcune piattaforme, provvedendo a oscurare i civici delle zone più a rischio. Nel nuovo contratto si sta facendo un lavoro sull’esperienza degli ultimi sei anni mastodontico. Il problema è che, fin quando non riscriviamo le regole, conviviamo coi problemi che abbiamo”. 

“Ricordo ancora consegne brutte, quando ho provato a fare il turno di notte in posti dove non tornerei nemmeno di giorno – continua Mancini – Quante volte, in macchina, sono riuscito a fuggire appena in tempo, notata la malaparata. Pericoli, purtroppo, che i più fragili non riescono sempre a scampare, costretti a lavorare di notte, quando c’è meno offerta, in sella alle biciclette che più facilmente possono procurarsi. Moltissimi, infatti, sono oggi gli extracomunitari che lavorano come rider. Spesso senza documenti, sono vittime di ‘caporalato digitale’, sfruttati da vere e proprie associazioni criminali che gli affittano account ufficiali. E bersagli privilegiati di banditi e bulli che li massacrano spesso per pochi spicci, certi di una impunità per denunce che non vengono presentate da uomini ‘fantasma’ irregolari e indifesi”. 

—

cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

1

Hey, Ciao 👋
Piacere di conoscerti.

Iscriviti per ricevere i contenuti principali nella tua casella di posta, ogni settimana.

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Comments

No comments yet. Why don’t you start the discussion?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *