Centro studi Cni: “14,6 miliardi di euro di fatturato dalla categoria degli ingegneri”

Centro studi Cni: “14,6 miliardi di euro di fatturato dalla categoria degli ingegneri”

(Adnkronos) – Nel 2025 il fatturato generato dai professionisti di ingegneria e architettura e dalle società di ingegneria in Italia si è attestato a 14,6 miliardi di euro, in flessione del 6,6% rispetto all’anno precedente e in controtendenza con l’andamento del Pil. E’ quanto si legge nella nota del Centro studi Cni, ‘Nuove frontiere, nuove responsabilità dati e riflessioni sull’ingegneria italiana’, resa nota oggi in occasione del Congresso nazionale degli ingegneri che si è aperto oggi a Trieste. 

Si stima che questo sia il frutto di una marcata contrazione degli investimenti delle costruzioni in ambito residenziale. Per il 2026 il Centro studi Cni stima il ritorno ad un fatturato del comparto Sia (Servizi di ingegneria e architettura) di poco superiore ai 15 miliardi, grazie ad un apprezzabile livello di investimenti in opere pubbliche legato all’ultima quota di finanziamenti previsti dal Pnrr.  

Se si considerano non solo le attività svolte dagli ingegneri e dagli architetti che operano nella libera professione, ma anche quelle di altri professionisti tecnici (geometri, geologi, periti industriali) che contribuiscono alla realizzazione delle attività di ingegneria, e che compongono il cosiddetto comparto Sia allargato, il fatturato, stimato dal Centro studi Cni, realizzato nel 2025 è stato pari a 20,5 miliardi di euro, in flessione rispetto all’anno precedente, ma sempre su livelli incomparabilmente più elevati rispetto alla fase precedente alla pandemia del 2020. Nel 2019, infatti, il fatturato del comparto Sia allargato ammontava a 11,2 miliardi di euro. Il volume d’affari del comparto Sia (Servizi di ingegneria e architettura) è cresciuto dell’85% in 5 anni. I consistenti incentivi per la ristrutturazione degli immobili e gli investimenti finanziati attraverso il Pnrr hanno portato ad una espansione senza precedenti dei servizi di ingegneria e architettura. 

Tra il 2020 ed il 2025 il fatturato del comparto composto da liberi professionisti è passato da 7,9 miliardi di euro a 14,6 miliardi di euro con un incremento dell’85%. Il picco di fatturato è stato raggiunto nel 2023, con 16,7 miliardi di euro totalizzati da ingegneri e architetti liberi professionisti e dalle società di ingegneria. Secondo i dati di Inarcassa, nel 2024 il reddito degli ingegneri derivante dalla libera professione ammontava a poco più di 64.000 euro. Si stima che nel 2025 esso si sia attestato a poco più di 62.000 euro. Dalla pandemia del 2020 ad oggi il comparto ha registrato un incremento dell’81% nel livello del reddito medio. Si è chiuso un lungo ciclo in cui il reddito professionale medio si attestava intorno ai 35.000 euro, fino al 2020, per arrivare agli attuali livelli superiori ai 60.000 euro annui. Tra gli iscritti ad Inarcassa persistono marcate sperequazioni tra le classi d’età dei professionisti e per ciò che riguarda l’area geografica di residenza. 

Nel 2024 (ultimi dati certi disponibili) si è leggermente ridotto il divario salariale tra uomini e donne ingegneri, mentre è leggermente aumentato quello tra architetti. Le differenze salariali sono comunque più elevate tra gli ingegneri: il reddito professionale medio di un uomo, secondo i dati Inarcassa, è pari a 69.127 euro mentre quello di una donna è pari a 38.192 euro con un gender pay gap del 43,8% (era il 45,6% nel 2023). Non si registrano miglioramenti apprezzabili, perché mancano gli strumenti di welfare che permettano alle donne, specie nella fascia intermedia 30-45 anni, di conciliare i tempi di lavoro con quelli delle cure parentali. 

Le attività dei professionisti tecnici che operano nel comparto dei Servizi di ingegneria e architettura (Sia allargato) contribuiscono attualmente alla formazione dell’1,4% del valore aggiunto dei servizi in Italia (pari nel 2025 a 1.456 miliardi di euro); era lo 0,9% nel 2019, prima della crisi Covid. I soli ingegneri e architetti che operano nella libera professione contribuiscono attualmente alla formazione dell’1% del valore aggiunto dei servizi: era lo 0,7% nel 2019. 

Nel periodo 2024-2025 la crescita del comparto Sia (Servizi di ingegneria e architettura) ha iniziato a rallentare, parallelamente al ridimensionamento della crescita a livello nazionale. Il monte volume d’affari generato dalle attività professionali si mantiene comunque su livelli considerevolmente più elevati di quelli precedenti alla crisi del 2020. La capacità del comparto di mantenere buone performance dipende da una molteplicità di fattori, primo fra i quali l’andamento degli investimenti. Il calo del fatturato complessivo stimato per il 2025, poco al di sotto dei 15 miliardi di euro, richiede attenzione.  

Per il 2026, partendo dalla correlazione fra investimenti e fatturato del settore, il Centro studi Cni stima un ritorno appena sopra i 15 miliardi, soprattutto grazie ad un andamento ancora abbastanza dinamico della spesa per opere pubbliche. Si apre auspicabilmente un periodo di stabilizzazione delle performance economiche realizzate negli ultimi anni. L’Italia dovrebbe ancora poter investire in piani per le opere pubbliche tali da fornire occasione di lavoro per i liberi professionisti. 

economia

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