Ucraina, Meloni: “Putin cerca un’escalation in Europa perché la guerra non va come previsto”

Ucraina, Meloni: “Putin cerca un’escalation in Europa perché la guerra non va come previsto”

(Adnkronos) – Evitare la trappola delle provocazioni di Mosca. Secondo la premier italiana, Giorgia Meloni la Russia starebbe alzando la pressione al confine europeo per mascherare i problemi strategici, riscontrati nel conflitto ucraino. “Io credo che queste provocazioni da parte di Mosca si stiano moltiplicando perché Putin ha bisogno di spostare l’attenzione, cercando un’escalation con l’Europa – ha detto al termine dell’incontro a Oslo con il Primo Ministro norvegese Jonas Gahr Støre -, da una situazione sul campo della guerra in Ucraina che non sta andando come Putin aveva previsto, dichiarato, promesso al suo popolo. E quindi noi dobbiamo chiederci a chi conviene un’eventuale escalation e agire di conseguenza”. 

“Penso che non bisogna rispondere” alle provocazioni di Mosca, “penso che rispondere a queste provocazioni sarebbe più nell’interesse di Mosca che non dell’Europa”. Sulla nomina di un rappresentante dell’Europa per il dossier Ucraina “l’ho già detto in diverse occasioni: io penso che individuare e formalizzare chi parla a nome dell’Europa sarebbe un elemento che rafforza la posizione europea. E attenzione: parlo di Europa e non di Unione Europea”. 

 

“Per noi la Norvegia è un partner di primo piano in Europa” dice Meloni. “Lo è certamente per il ruolo che tutti conoscono che ha nella diversificazione degli approvvigionamenti energetici italiani: è il nostro quarto fornitore di gas”. Rispondendo a una domanda sul fatto che la visita in Norvegia fosse legata anche alla necessità di approvvigionamenti energetici, Meloni ha osservato: “Non sono qui solo per questo”. La premier ha quindi sottolineato che “l’Italia e la Norvegia sono due nazioni che cooperano in maniera molto forte” e che il partenariato può esprimere “enormi potenzialità” anche in altri settori. 

 

“Da una lettura velocissima” della lettera di Schlein in materia di energia “posso dire che sono contenta vi sia un implicito riconoscimento del lavoro del governo. Perché, lo ricordo, quando il Partito Democratico diceva che il Piano Casa era fuffa, che non serviva a niente, che era vuoto… oggi si chiede di metterci più risorse. Conto Termico 3.0, ricorderete che è un provvedimento che è stato varato da questo governo: ci abbiamo messo 900 milioni l’anno. Ci si chiede di mettere più risorse, vuol dire che è uno strumento che funziona e funziona bene. Quindi mi accontento per ora dell’impronta del lavoro che abbiamo fatto fin qui, ma sicuramente approfondirò e, se ci sono cose interessanti e buone, non ho problemi a portarle avanti”. 

 

Per quanto riguarda la difesa, Roma e Oslo fanno parte “della stessa famiglia Atlantica, condividiamo le stesse priorità. Dobbiamo saper rafforzare le nostre capacità industriali, dobbiamo sviluppare sistemi competitivi e complementari, dobbiamo costruire filiere che sostengano nel tempo le nostre esigenze di sicurezza allargata. Anche qui le opportunità per un partenariato di eccellenza tra Roma e Oslo sono moltissime”.  

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