(Adnkronos) – Nonostante la sua rarità, il tumore del rinofaringe ha un impatto significativo anche dal punto di vista sociale ed economico. Fa parte dei tumori della testa e del collo, patologie particolari perché possono interessare diverse aree di questa regione del corpo. Il tumore del rinofaringe presenta però caratteristiche specifiche, anche per l’età in cui tende a svilupparsi e per i diversi fattori che possono contribuire alla sua insorgenza. “Fa parte del mondo dei tumori testa-collo e sono tumori molto particolari perché interessano varie parti di questa zona del nostro corpo. Però il rinofaringeo è particolarmente interessante perché sia per l’età in cui si sviluppa, per un’età in popolazione di età produttiva, sia per le caratteristiche, perché deriva non solo da genetica ma anche da fattori ambientali e dagli stili di vita, deve essere gestito e richiede dei percorsi multidisciplinari. Quindi una grande attenzione a questi tumori, soprattutto negli ultimi anni, per i trattamenti che sono a disposizione”. Lo ha detto Daniela Bianco, partner di Teha Group e responsabile della Practice Healthcare & Life Sciences, alla presentazione, oggi a Roma, del Policy Brief ‘Tumore rinofaringeo in Italia: evidenze, bisogni dei pazienti e prospettive future’, realizzato da Teha Group con il contributo non condizionante di Leo Pharma.
Il documento ha inoltre analizzato l’impatto socio-economico della malattia, con particolare attenzione alle persone in età lavorativa. “Il paper ha evidenziato l’impatto socio-economico, perché siamo andati a quantificare l’impatto che c’è soprattutto per l’età lavorativa – spiega Bianco – Quindi in Italia noi parliamo di circa quasi 58 milioni di dollari, per quanto riguarda la popolazione in età lavorativa, che significa quasi 4 anni di vita persi nella fascia di età tra i 30 sostanzialmente e i 65 anni”. “A tendere questo impatto, perché aumentano anche i lungo-sopravviventi per questo tipo di tumore, è un impatto che ovviamente aumenterà sia per l’invecchiamento della popolazione, per l’aumento dell’età pensionabile, sia per quelle che sono le dimensioni. Quindi è necessario intervenire, soprattutto con una diagnosi precoce, ma poi con una presa in carico multidisciplinare e continuativa di questi pazienti, che spesso sono difficili da diagnosticare”, conclude Bianco.
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