Tabacco, Masiello (Coldiretti): “Regole non devono ammazzare la filiera”

Tabacco, Masiello (Coldiretti): “Regole non devono ammazzare la filiera”

(Adnkronos) – “Dobbiamo stare attenti perché non sempre la Commissione europea o le istituzioni mettono in pista delle regolamentazioni che vanno ad arginare il fenomeno del tabagismo.  

Molto spesso ammazzano la filiera produttiva e agiscono sulla produzione di prodotti illegali da altri paesi extra europei”. È il monito di Gennarino Masiello, vicepresidente nazionale di Coldiretti, presidente di Ont Italia e presidente di Unitab Europa, intervenuto oggi a Napoli in occasione della terza tappa del Roadshow territoriale promosso da Coldiretti e Philip Morris Italia, dedicato ai quindici anni dell’accordo di filiera e alle prospettive di sviluppo del comparto tabacchicolo. 

Masiello sottolinea la necessità di un equilibrio tra gli obiettivi di contrasto al consumo di tabacco e la tutela della filiera agricola. “Invitiamo sicuramente le istituzioni a regolamentare tutto quello che dovrà essere la capacità di arginare il tabagismo”, afferma, ma il tema deve però essere affrontato tenendo conto delle conseguenze che possono produrre sull’intera filiera. “Gli accordi di filiera sono un’opportunità straordinaria per le imprese e per l’industria, soprattutto per le imprese agricole, perché hanno un arco temporale lungo. Le imprese devono poter programmare le proprie attività, hanno sicuramente delle regole condivise con l’industria, però hanno la certezza di poter realizzare un prodotto e andare sul mercato senza avere tensioni, perché si programma per tempo quale poi dovrà essere la remunerazione di questo prodotto”, spiega. 

Secondo il vicepresidente nazionale di Coldiretti, la programmazione di lungo periodo consente anche all’industria di organizzare gli approvvigionamenti: “L’industria, dal suo canto, può programmare la capacità di approvvigionarsi di quello che è il prodotto del quale ha bisogno per poter realizzare i suoi trasformati”. 

 

Masiello richiama quindi il ruolo delle istituzioni nella valorizzazione di una filiera che, sottolinea, produce ricadute che vanno oltre il solo valore economico. “I Roadshow sono proprio un’opportunità per incrociare le istituzioni e per fare in modo che si comprendano i valori che questa filiera esprime, dal punto di vista non solo economico, occupazionale, ma anche sociale ed ambientale perché lì dove sono presenti le imprese sicuramente non c’è degrado, non c’è abbandono e non ci sono sicuramente altri fenomeni che possono destare preoccupazioni nelle comunità. E quindi invitiamo sicuramente le Istituzioni a regolamentare tutto quello che dovrà essere la capacità di arginare il tabagismo”, aggiunge. 

Il nodo resta dunque quello delle future regolamentazioni. Per Masiello, le politiche di contrasto al fumo devono essere accompagnate da una valutazione degli effetti sulla produzione agricola e sulla filiera. “Dobbiamo stare attenti” perché, ribadisce, “non sempre” le nuove regole raggiungono l’obiettivo di contrastare il fenomeno e “molto spesso ammazzano la filiera produttiva e agiscono sulla produzione di prodotti illegali”. 

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economia

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