(Adnkronos) – Avrebbero incassato il denaro consegnato dagli automobilisti al casello autostradale dell’A20 Palermo-Messina sostituendo il biglietto originale con uno di importo molto inferiore, trattenendo così la differenza. Ecco, il raggiro scoperto dalla procura di Termini Imerese (Palermo) alla base dell’inchiesta che ha portato alla sospensione dal servizio di cinque dipendenti del Consorzio autostrade siciliane e di un dipendente di una società privata che si occupa della manutenzione degli impianti di esazione.Â
Una tecnica precisa, studiata a tavolino, che ha permesso ai dipendenti di guadagnare decine di migliaia di euro in poco tempo. Da quanto è emerso, i tecnici esattori ritiravano il biglietto del pedaggio e il denaro contante di volta in volta consegnato dall’utente a titolo di pagamento, ma non inserivano il tagliando regolare nel ‘ricevitore di pista’, ossia del macchinario deputato alla registrazione e contabilizzazione del denaro, bensì un diverso biglietto, messo da parte precedentemente, che indicava un importo di gran lunga inferiore (90 centesimi) a quello effettivamente dovuto. In questo modo riuscivano a impossessarsi della differenza.Â
Il procedimento nasce da un esposto presentato dal Cas nel quale si denunciavano gravi anomalie negli incassi ai caselli di Buonfornello, Cefalù e Castelbuono e una sproporzione tra il numero dei transiti registrati e gli importi effettivamente incassati e versati al consorzio. Gli agenti della polstrada hanno piazzato dele telecamere nei gabbiotti dei caselli e hanno registrato gli stratagemmi utilizzati. E’ stato accertato come gli indagati abbiano anche disattivato la corsia destinata agli automobilisti che usavano la cassa automatica, chiudendo la sbarra e mettendo in funzione il semaforo rosso, in modo da incrementare il flusso auto verso la propria postazione e poter riscuotere più soldi. Le indagini hanno consentito di verificare come ciascuno degli indagati, in circa tre mesi, si sia appropriato di somme che andavano da 99-100 a 803 euro. Sottoposti a interrogatorio preventivo, gli impiegati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Â
Â
Sono complessivamente 266 gli episodi di peculato contestati. A tutti gli indagati gli agenti della polizia stradale di Buonfornello hanno notificato un provvedimento del gip di Termini Imerese, Irina Cirincione, di sospensione temporanea dall’esercizio del pubblico servizio per sei mesi. Per tutti l’accusa è peculato con appropriazione del denaro versato dagli utenti a titolo di pedaggio autostradale.Â
I fatti risalgono a un periodo compreso fra novembre 2025 e il gennaio 2006. I cinque impiegati si sarebbero appropriati di somme di denaro che di volta in volta andavano da un minimo di 7 a un massimo di 10 – 15 euro circa. Il dipendente della società privata è accusato di aver concorso in 33 distinti episodi di peculato commessi insieme a due dei coindagati. Il procedimento nasce da un esposto presentato dal Cas nel quale si denunciavano gravi anomalie negli incassi ai caselli di Buonfornello, Cefalù e Castelbuono e una sproporzione tra il numero dei transiti registrati e gli importi effettivamente incassati e versati al consorzio. Gli agenti della polstrada hanno piazzato dele telecamere nei gabbiotti dei caselli e hanno registrato gli stratagemmi utilizzati.Â
“Dalla ricostruzione dei fatti operata emerge chiaramente come le singole condotte descritte rappresentino solo un piccolo segmento di un consolidato modus operandi degli esattori del Cas, la cui perpetuazione in un lungo corso di tempo ha, di certo, consentito l’appropriazione di una notevole somma di denaro”, afferma il gip nel provvedimento.Â
—
cronaca
webinfo@adnkronos.com (Web Info)


