Russia, Tajani: “Possibili tentativi di condizionare elezioni. Asset Mosca per finanziare Kiev? Non contrari, ma si rischia boomerang”

Russia, Tajani: “Possibili tentativi di condizionare elezioni. Asset Mosca per finanziare Kiev? Non contrari, ma si rischia boomerang”

(Adnkronos) – Dopo l’attacco ibrido del drone russo a Lipsia, la possibilità che la Russia tenti di influenzare anche l’esito delle elezioni “è una questione generale, è una questione che riguarda tutta l’Unione Europea”. A dirlo è il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, rispondendo in un punto stampa a Wicklow, in Irlanda, rispondendo alla domanda se Mosca potrebbe influenzare anche l’esito del voto in Italia. 

“Non è da escludere che possano esserci tentativi di condizionare le elezioni nei Paesi dove si vota. Questo sono convinto che possa accadere, per questo bisogna intervenire in anticipo”, ha spiegato Tajani. 

Sulla proposta rilanciata da alcuni Paesi europei di utilizzare gli asset russi congelati per finanziare l’Ucraina “noi non siamo contrari in linea di principio, però bisogna vedere se ci sono le condizioni giuridiche per farlo” o si rischia “un boomerang”, ha poi detto il ministro. 

“Il tema è sempre stato quello, che ci possano essere dei problemi di tipo giuridico per poter intervenire. È chiaro che i danni provocati all’Ucraina dovranno in qualche modo essere risarciti dalla Russia. Però da questo punto di vista, ripeto, rimane sempre il problema di tipo giuridico, cioè se questo si può fare oppure no – ha aggiunto Tajani – Avevamo questo dubbio, ne abbiamo parlato più volte e la decisione non è stata presa proprio per questo motivo, non da un punto di vista politico, ma proprio da un punto di vista proprio legale”. 

La decisione, ha concluso, “dipende dai giuristi della Commissione, della Banca Centrale Europea, da come valutano la situazione. Quindi deve essere fatta una valutazione congiunta e noi avevamo dato in linea di principio un assenso. Però se non c’è la certezza che questo si possa fare dal punto di vista giuridico, potrebbe tutto trasformarsi in un boomerang. Quindi dobbiamo evitare di fare regali a Putin”. 

Commentando un articolo pubblicato dal Financial Times in cui si definisce il generale Roberto Vannacci “il cavallo di Troia” della Russia, Tajani ha sottolineato: “Il Financial Times può scrivere quello che vuole. Bisogna sempre poi provare quello che si dice. Mi auguro che questo sia assolutamente falso”.  

 

“La Russia ora deve capire che il suo approccio, basato sulla ricerca di soluzioni militari e sul tentativo di imporre le proprie richieste con la forza, anche attraverso mezzi ibridi, è fallito. Credo che questo sia il segnale che stiamo inviando in questi giorni. Ed è per questo che ribadisco il mio chiaro sostegno all’Ucraina”, ha intanto dichiarato a Wicklow il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, commentando in un punto stampa l’attacco ibrido russo contro l’aeroporto di Lipsia. 

“Ieri avete assistito all’annuncio da parte del governo tedesco delle misure adottate in risposta all’aggressione russa. Sono colpito dal forte sostegno europeo a quanto fatto. Sto riscontrando una grande unità e un grande sostegno qui, che si estende anche oltre i nostri Stati membri”, ha aggiunto Wadephul, secondo cui “questo è molto importante, affinché la Russia veda chiaramente che c’è unità europea di fronte all’aggressione russa, in particolare in Ucraina. Naturalmente, a questo si accompagna sempre l’offerta di avviare un dialogo e trovare un accordo con la Russia”. 

“Credo che alcuni Stati membri abbiano ancora delle riserve (di armamenti, ndr) di cui dobbiamo discutere ora affinché questi terribili attacchi con missili balistici e droni non abbiano successo”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, nel doorstep della ministeriale Ue a Wicklow, riferendosi alla difesa aerea dell’Ucraina. 

 

“E’ chiaro che i fatti” accaduti a Lipsia, “presentano tutte le caratteristiche del terrorismo sponsorizzato dallo Stato. La domanda è cosa facciamo in proposito? Abbiamo già convocato il rappresentante russo (presso l’Ue, ndr), come hanno fatti molti Stati membri, e discuteremo su cosa altro possiamo fare”, ha poi detto l’Alta rappresentante Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, nel doorstep della ministeriale Ue. 

“È chiaro che dobbiamo coordinarci su cosa possiamo fare di più in questa situazione in cui la Russia sta intensificando le ostilità – ha aggiunto Kallas – Quindi discuteremo su come possiamo effettivamente esercitare maggiore pressione sulla Russia affinché ponga fine a questa guerra”. 

“Vedendo questi attacchi ibridi in tutta Europa, penso che siano anche un campanello d’allarme per i Paesi che forse non sono stati così decisi” sul tema delle sanzioni alla Russia, “in realtà, se vogliamo porre fine a questa guerra, dobbiamo concentrare tutti i nostri sforzi”, ha aggiunto Kallas. 

Sulle sanzioni “iI lavoro è in corso” e gli Stati membri ne hanno “proposte molte di più”, ma “bisogna controllare tutto, che sia legalmente valido e ci vuole tempo”, ha continuato. 

 

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