Rimonte, nessun rigore e si gioca di più: una nuova era in Serie A?

Rimonte, nessun rigore e si gioca di più: una nuova era in Serie A?

(Adnkronos) –
È arrivata una nuova era in Serie A? Tre giornate sono troppo poche per tracciare un bilancio definitivo sul campionato che sarà, ma possono dire comunque molto sul cambio di paradigma che sembra aver abbracciato il calcio italiano, ora più europeo che mai. Aumenta il tempo effettivo, diminuiscono le chiamate Var, non ci sono rigori. Si gioca e chi comanda la classifica (Roma, Inter e Lazio) sfrutta fino all’ultimo secondo per rimonte da film, mentre degli 0-0 non c’è più traccia e tutte le 30 partite giocate fin qui hanno visto almeno un gol. Tutto è conseguenza di un cambio di rotta che parte dagli arbitri e arriva fino alla concezione stessa della partita. Ma cos’è cambiato?
 

 

Prima, il campo. La Serie A 2026/27 ha già regalato partite al cardiopalma e finali da film, con tre squadre che più delle altre, per motivi diversi, hanno sorpreso e ora fanno sognare i propri tifosi. L’Inter campione in carica si è confermata prima della classe e prima favorita per lo Scudetto vincendo senza troppi patemi con Monza e Cagliari, prima di ospitare il Napoli a San Siro. La sfida ad Allegri ha vissuto tre partite in una: un primo tempo equilibrato e aperto, un secondo segnato dal doppio, insperato, vantaggio azzurro firmato Politano-Hojlund e un ‘terzo’ da ‘pazza Inter’. Da 0-2 a 3-2 con due gol negli ultimi dieci minuti e un segnale piuttosto chiaro al campionato. 

Un copione che si è ripetuto nel drammatico finale dell’Olimpico poche ore più tardi. Quando la nuova Atalanta di Sarri era riuscita a passare in vantaggio con Ederson dopo una partita dominata dalla Roma, che al triplice fischio avrà raccolto 40 tiri e 2 pali, i 60mila tifosi giallorossi erano rimasti increduli. La squadra di Gasperini però ha continuato a mostrare ritmo e determinazione, la stessa con cui aveva schiacciato Fiorentina e Lecce, travolte 4-0. E così dove non arriva Malen, spuntano Hermoso e Soulé, tutto nell’arco degli ultimi quattro minuti di partita: 2-1, rimonta completata e primo posto in classifica. 

La vera sorpresa di questo inizio di campionato però, viste le premesse, è il primo posto della Lazio di Gennaro Gattuso. Arrivato a Roma tra lo scetticismo generale, in una piazza che diserta le partite casalinghe per la protesta contro la società e reduce dalla clamorosa eliminazione ai 32esimi di Coppa Italia per mano del Mantova neopromosso in Serie B. Gattuso è riuscito a trasformare le difficoltà in benzina, ottenendo un aiuto fondamentale dal mercato, quello che è mancato a Sarri nella scorsa stagione. Nonostante le limitazioni di una sessione estiva a saldo zero, Fabiani ha (ri)portato a Roma Davide Frattesi e lui l’ha ripagato con tre gol in tre partite, mentre l’ultimo giorno di mercato ha regalato Albert Gudmundsson, decisivo nella rimonta di Udine. Un’altra partita che la Lazio stava perdendo fino agli ultimi 15 minuti di gioco, con il copione ribaltato a un soffio dal gong dai uomini più attesi. 

 

Ma il campo è diretta conseguenza di un cambio di paradigma ben più ampio. Il Mondiale 2026 ha dato il via a una vera e propria rivoluzione regolamentare che finalmente è arrivata anche in Italia, dove il pallone ha iniziato a rotolare di più. Il tanto discusso tempo effettivo, ovvero i minuti in cui la sfera è in gioco, ha iniziato ad aumentare: 3 minuti e 33 secondi in più di media rispetto alla scorsa stagione. La partita con più minuti giocati è stata Atalanta-Bologna alla seconda giornata, con un record di 69:01, mentre i big match del terzo turno hanno registrato questi dati: Inter-Napoli: 56:45, Roma-Atalanta: 57:25, Juventus-Milan: 56:18. Da soli sono oltre la media complessiva della scorsa stagione, quando il tempo effettivo si attestava sui 54 minuti di gioco. E il dato è destinato ad aumentare. 

Tutto è conseguenza di un’indicazione precisa da parte del nuovo designatore arbitrale Daniele Orsato: lasciar giocare, fischiare il meno possibile e ricorrere al Var solo in caso di clamorosi errori e non valutazioni di campo. Risultato? Nessun intervento al monitor in tre giornate, zero rigori fischiati e una sola espulsione. Una linea forse troppo estrema visti alcuni episodi dubbi come la mano in area di Lobotka o il pestone di De Winter su Kolo Muani in occasione del gol di Cissè, ma necessaria per lanciare un messaggio chiaro, ai giocatori e a tutto il sistema calcio italiano. 

 

L’obiettivo principale sembra essere proprio quello di aumentare il tempo effettivo di gioco. E così dagli Stati Uniti sono arrivate nuove regole: quando un calciatore resta a terra, senza che l’avversario abbia ricevuto un’ammonizione, ha pochi secondi per rialzarsi dopo l’intervento dello staff medico, altrimenti deve lasciare il campo e potrà rientrare soltanto dopo un minuto. Un primo effetto diretto si è visto nel monday night tra Udinese e Lazio, quando i padroni di casa sono riusciti a segnare sfruttando la momentanea assenza di Pinamonti. 

Ma non è tutto. I giocatori hanno cinque secondi per battere una rimessa laterale, così come cinque sono i secondi a disposizione dei portieri per le rimesse dal fondo. Confermata inoltre la regola che concede otto secondi agli estremi difensori per rimettere in gioco il pallone dopo averlo preso con le mani. Pena, proprio come per le rimesse dal fondo, un calcio d’angolo assegnato agli avversari. Le sostituzioni vanno effettuate entro un massimo di 10 secondi, altrimenti il subentrante non potrà entrare per il successivo minuto e la squadra sarà costretta a giocare con un uomo in meno e il giocatore ‘in ritardo’ sarà ammonito. 

 

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