Prevenzione, Colao (Css): “Educare alla salute ogni giorno, a ogni età”

Prevenzione, Colao (Css): “Educare alla salute ogni giorno, a ogni età”

(Adnkronos) – “La difficoltà della prevenzione è che non se ne vedono subito i risultati. Uno degli asset su cui dovremmo ragionare, e questo è il convegno perfetto perché sono proprio queste le parole da usare, è coinvolgere la nostra popolazione nella fase dell’educazione. La prevenzione va intesa come un’educazione alla salute che ognuno di noi dovrebbe praticare ogni giorno della propria vita, da quando è piccolo a quando è, diciamo, ‘diversamente giovane’, e che cambia un po’ aspetto con il passare dei decenni”. Così Annamaria Colao, ordinaria di Endocrinologia all’Università Federico II di Napoli e titolare della Cattedra Unesco ‘Educazione alla salute e allo sviluppo sostenibile’, intervenuta alla seconda edizione dell’Health Journalism Forum, in corso all’ospedale Cardarelli di Napoli, su come rendere la prevenzione una priorità nell’informazione rispetto alle emergenze. 

“Fare prevenzione è sempre utile – ha spiegato la vice presidente del Css, il Consiglio superiore di sanità – A volte si pensa che sia qualcosa da fare da giovani e che, superati i 65 anni, non valga più la pena: ‘ma che lo faccio a fare, tanto ormai quel che è fatto è fatto’. No, non c’è un momento della vita in cui possiamo smettere di prestare attenzione a quei comportamenti che ci mettono al riparo. L’alimentazione sana, l’esercizio fisico, il rispetto dei bioritmi, che quasi tutti ignorano: ci si sveglia al sorgere del sole e si va a dormire al tramonto, siamo stati programmati così. E poi l’astensione dai tossici. Lo dico sempre: alcol, fumo, farmaci, droghe, apparecchi elettronici, persone sbagliate sono tutti tossici che ci portiamo dietro nel tempo”. 

“A questo potremmo aggiungere altro – ha proseguito Colao – per esempio lo stare insieme in famiglia, il ritorno al modello mediterraneo, in cui la cucina era il luogo dove la famiglia si riuniva intorno a un tavolo. Ecco, quel momento abbassa lo stress, e sappiamo quanto lo stress conti nell’insorgenza delle malattie. Quindi, invece di fare solo passi avanti su intelligenza artificiale, digitale e velocità, ogni tanto facciamo qualche passo indietro, perché secondo me, sulla prevenzione, recuperare qualche ricordo è utile e le parole sono indispensabili”. Quanto alla responsabilità degli operatori sanitari nel restare al passo con terapie in continua evoluzione, “la medicina va avanti e la scienza ci presenta continuamente delle novità – ha sottolineato – Il nostro compito è essere colti, studiare, essere informati. Se non conosci le cose, non puoi neanche applicarle. Il nostro compito, quindi, è conoscere esattamente tutto lo scibile della nostra specialità, o comunque della nostra professione, e applicarlo a ogni singolo paziente. Non esiste la malattia, esiste una persona che porta con sé una malattia ed è questa traduzione del messaggio che rende ogni nostro paziente un unicum non replicabile: questa è la competenza. Le innovazioni devono quindi andare avanti e portarci nuove terapie, nuove diagnosi, nuovi protocolli: sta poi a noi applicarli nella maniera corretta a ogni singola persona”, ha concluso. 

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