Miopia pediatrica: “Se non trattata rischia di evolvere in patologie gravi in età adulta”

Miopia pediatrica: “Se non trattata rischia di evolvere in patologie gravi in età adulta”

(Adnkronos) – “Il 35,8% dei bambini e adolescenti nel mondo è miope (2023), erano il 24,3% nel 1990. E’ di 740 milioni la prevalenza globale attesa tra i giovani entro il 2050, e si stima che siano già 2 milioni i giovani miopi in Italia. La miopia è un difetto refrattivo dell’occhio: l’immagine degli oggetti lontani si forma davanti alla retina anziché su di essa, e quindi la visione degli oggetti distanti risulta sfocata. Le ragioni possono essere l’allungamento eccessivo del bulbo oculare, la curvatura eccessiva del cristallino o della cornea, oppure un eccessivo potere refrattivo del cristallino. Quanto maggiore è il difetto visivo, tanto minore è la distanza alla quale si vede bene. La miopia si può distinguere, sulla base dell’entità del difetto, in lieve (fino a 3 diottrie), media (da 3 a 6 diottrie), elevata (oltre le 6 diottrie). Nei bambini – secondo gli esperti di Hoya- la miopia compare tipicamente in età scolare e tende a peggiorare progressivamente fino alla fine della crescita, in genere intorno ai 20 anni. Più la miopia insorge precocemente, maggiore è il rischio che diventi ‘elevata’ in età adulta”. 

Tra i fattori di rischio, “l’uso prolungato di libri, tablet e smartphone a distanza ravvicinata” è associato a un maggior “rischio di sviluppo e progressione della miopia”. Inoltre, i bambini che trascorrono meno tempo alla luce naturale sembrano più esposti al rischio; “l’esposizione alla luce del giorno favorisce il rilascio di dopamina retinica, che contrasterebbe l’eccessivo allungamento dell’occhio”. Se la miopia insorge presto e progredisce senza controllo, “può evolvere in miopia elevata (oltre le 5-6 diottrie), condizione che aumenta significativamente il rischio, anche in età adulta, di: distacco della retina, glaucoma, cataratta precoce, maculopatia miopica”. Per questo le società scientifiche di oftalmologia pediatrica considerano la “prevenzione e il controllo della progressione miopica una questione di sanità pubblica”, non solo un problema estetico o di comfort visivo. 

cronaca

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