Meloni-Trump, deputato M5S pubblica ‘selfie’. Fratelli d’Italia: “Foto creata con AI, magistratura agisca”

Meloni-Trump, deputato M5S pubblica ‘selfie’. Fratelli d’Italia: “Foto creata con AI, magistratura agisca”

(Adnkronos) –
“La foto supplicata”. Un post del deputato del M5S Marco Pellegrini, componente del Copasir, scatena le ire di Fratelli d’Italia. L’esponente del Movimento, sulla vicenda Meloni-Trump, scrive sui social: “Le realtà supera sempre la fantasia. Quando pensi che Giogggia abbia toccato il fondo, lei prende la pala, scava più a fondo e ti smentisce. Inadatta, inadeguata, ridicola, servile”. Il post, in cui Pellegrini riporta tra l’altro le frasi del presidente americano sulla premier, è corredato da un selfie di Meloni e Trump. L’immagine riporta il logo del profilo Instagram di andy_respiggi. E l’utente, sul proprio account, chiarisce: “Mi sembra assurdo dover specificare che la foto selfie di Meloni e Trump è stata ovviamente generata dall’IA”. Sul profilo Facebook del deputato, però, molti utenti non si pongono il problema dell’autenticità dell’immagine.
 

“Con la consueta propensione al falso e alla menzogna, il Movimento 5 Stelle, per screditare il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, usa un ‘deep fake’, in cui il nostro capo del governo è raffigurato nell’atto di fare un selfie con il presidente Trump -spiega il presidente dei senatori di FdI Lucio Malan-. Come se non bastasse c’è il commento del deputato Pellegrini che accusa Meloni di aver superato la fantasia con la realtà e dunque di essere ‘inadatta, inadeguata, ridicola, servile’. Un vergognoso tentativo di ingannare la gente”. 

Malan prosegue: “Sembrava difficile superare in abiezione la frase delle ginocchiere, ma in pochi giorni ci sono riusciti. Sono sempre contro la verità, sempre contro l’Italia. Il codice penale, all’articolo 612-quater, introdotto dalla recente legge sull’intelligenza artificiale, punisce con la reclusione da uno a cinque anni chiunque cagiona un danno ingiusto ad una persona, cedendo, pubblicando o altrimenti diffondendo, senza il suo consenso, immagini alterate con l’intelligenza artificiale idonee a indurre in inganno. Si procede d’ufficio in alcune circostanze, tra cui quella in cui – come sarebbe in questo caso – il fatto avviene nei confronti di una pubblica autorità a causa delle funzioni esercitate. Di certo si tratta di disinformazione su una controversia internazionale che sta indebolendo l’Occidente a vantaggio di competitor come Russia e Cina, che si inserisce in quella guerra ibrida che è tra le peggiori minacce alla sicurezza nazionale. È incredibile e molto grave che l’autore sia componente di un organo delicatissimo come il Copasir. Mi auguro che la magistratura accerti se il codice penale è stato violato e non faccia finta di nulla”. 

“È gravissimo utilizzare l’intelligenza artificiale per inventare selfie di Donald Trump e Giorgia Meloni al fine di alimentare una ignobile denigrazione e disinformazione. È quanto sta facendo il deputato pentastellato Marco Pellegrini che pubblica foto create con la IA di Trump e Meloni dalla sua pagina Facebook, cercando di speculare su un attacco fondato sul nulla che ha offeso l’Italia e le sue istituzioni”, dice il capogruppo di FdI alla Camera Galeazzo Bignami. 

“Ancora una volta misuriamo la malafede dei Cinquestelle, alimentata oltretutto da un componente del Copasir, quale è Pellegrini che ha posto in essere una condotta di grave disinformazione su una controversia internazionale che colpisce l’Occidente a vantaggio oltre tutto di competitor come Russia e Cina. Una modalità ben rodata nella guerra ibrida che è in questo momento tra le peggiori minacce alla nostra sicurezza nazionale. Che a macchiarsi di questa grave condotta, finalizzata a minare la credibilità nazionale, sia un componente del Copasir è gravissimo. Una modalità che si ritiene integri gli estremi di cui all’art. 612 quater cp e per la quale cui è prevista la procedibilità di ufficio che attendiamo venga esercitata prontamente dalle Autorità competenti. È evidente che Pellegrini non può sedere al Copasir, si dimetta almeno da quello”, conclude Bignami. 

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