Marco Masini compie 62 anni tra musica, la sua Fiorentina e i live: “Sanremo? Quest’anno no, ho altri progetti”

Marco Masini compie 62 anni tra musica, la sua Fiorentina e i live: “Sanremo? Quest’anno no, ho altri progetti”

(Adnkronos) –
Il 18 ottobre compie 62 anni e li festeggerà a modo suo, sul palco: pronto a conquistare il pubblico dei palazzetti dello sport d’Italia, dove da novembre porterà il suo nuovo viaggio live, dopo le arene estive, con “Perfetto Imperfetto”. Per Marco Masini il tempo non è una linea che si allontana dal passato, ma una materia da attraversare continuando a sorprendersi. L’artista si racconta ospite della prima puntata di stagione del vodcast di Adnkronos, disponibile in versione integrale sul sito www.adnkronos.com e sul canale YouTube dell’Adnkronos. “Ho la fortuna di fare un mestiere che mi tiene in vita ogni giorno in maniera desiderosa di scoprire, di imparare ancora, di crescere. E questo è grazie alla musica”. Una musica che, dopo 36 anni di carriera, continua a essere per lui una forma di curiosità, quasi un istinto vitale. E forse è proprio questa la chiave per capire Masini oggi: non la nostalgia per quello che è stato, ma la curiosità per quello che ancora può essere. Anche quando si parla di giovani artisti. “Quando diventi più grande e quelle cose le conosci già, rimani sorpreso da quello che fanno i giovani e senti il desiderio di imparare, imparare a fare le stesse cose, a fare musica in maniera diversa, a studiarti le nuove metodologie, le nuove stesure, nuove strutture”. Perché, dice, “la musica non finisce mai di sorprenderti”. 

Il compleanno arriva dunque dentro un anno di musica dal vivo e con in progetto un live nei palazzetti d’Italia che promette di rileggere il repertorio senza tradirlo. L’immagine che usa per descrivere il rapporto con il pubblico è quella di una fusione: “Chi viene a vedere il concerto e chi lo fa: diventiamo una cosa sola”. Nei palazzetti ci sarà tutto quello che ha accompagnato il suo percorso, ma con un suono più contemporaneo e una nuova dimensione visiva. Non per riscrivere le canzoni, ma per restituirle con maggiore definizione. “La fotografia sbiadita la puoi migliorare attraverso la definizione, quindi la definizione sarà più precisa”. “Perfetto Imperfetto”, del resto, non è soltanto un titolo. È una filosofia. “È una forma molto semplice per ammettere che la perfezione è proprio data dall’imperfezione. E l’imperfezione è perfetta”. E se c’è un’imperfezione che Masini non ha alcuna intenzione di correggere, è quella calcistica. “Tifare purtroppo per la Fiorentina, per esempio, è una sofferenza continua. Però è un’imperfezione perfetta. Perché è proprio la chiara forma d’amore che non si può cambiare”. 

La Fiorentina, inevitabilmente, entra anche nel racconto di un episodio balzato alle cronache social sulla sua apparizione sul red carpet di Venezia, dove recentemente è stato ospite per ricevere il premio alla Carriera Nuovo Imaie, rivelando il vero motivo del mancato tappeto rosso dell’artista. “Stava per iniziare Venezia-Fiorentina. Avevo adocchiato un bar di fronte dove c’era la possibilità di vedere Dazn. Allora ho detto, andiamo a prendere un caffè”, svela l’artista toscano non senza ironia. E liquida così l’idea di una fuga dal tappeto rosso: “Io non sapevo neanche chi ci fosse sul palco”. A Venezia, quel giorno, c’erano anche le formazioni ufficiali. Difficile competere. La stessa passione accompagna il suo giudizio sul ritorno di Paolo Vanoli come direttore tecnico della Viola, che Masini considera un uomo capace di incarnare “un grande senso d’appartenenza”. “Sono molto felice, come ero dispiaciuto quando è andato via, e sono contentissimo sia tornato perché ha quella giusta garra e quel modo di fare che secondo me in questo momento è importante per un gruppo di giovani, molto giovani”. 

Ma se il calcio racconta una parte privata e passionale del personaggio, la musica resta il centro di gravità. E qui, nel dialogo con l’Adnkronos, arriva anche Fedez, con il quale Masini ha condiviso prima la rilettura di ‘Bella Stronza’ a Sanremo 2025 e poi ‘Male Necessario’. Un incontro nato dalla voglia di raccontare qualcosa insieme e diventato, nelle sue parole, un vero lavoro di squadra. “Ci siamo trovati subito bene a scrivere io e Federico”, dice, ricordando il contributo di Alessandro Lacava, Cripo e Federica Abbate. “Ci ha dato delle idee nuove, ci ha dato la possibilità di sperimentare cose che magari io da solo o Federico da solo non avremmo mai sperimentato”. In “Male Necessario” le loro storie personali hanno finito per incontrarsi. “Lui è un padre, io non sono padre ma sono più anziano, quindi ho quell’esperienza in più che va a sopperire anagraficamente alla sua età, ma lui sopperisce al fatto che io non sono mai stato padre”. E c’è un dolore che, pur con percorsi diversi, li ha avvicinati: quello della perdita. Masini ha perso la madre presto e racconta di essere arrivato “in dei precipizi profondi, tanto”. Da lì, dice, la possibilità di raccontarsi con un uomo più giovane ma “anche lui abituato a lottare, a combattere” è stata “un grande aiuto”. 

Non c’è, al momento, un nuovo progetto con Fedez. Ma Masini lascia aperta la porta alle sorprese: “La vita ti regala cose inaspettate. Chissà cosa nascerà con Federico, cosa nascerà con altri colleghi, non lo so”. Le collaborazioni, ammette, sono proprio una delle cose che oggi lo interessano di più, perché “sono quelle che più mi piacciono e che più mi insegnano”. Il futuro, appunto. È qui che Masini sembra trovare la sua risposta più netta, che include anche la tecnologia oggi tanto usata anche nella musica. L’intelligenza artificiale non lo spaventa. “Io ho paura solo della guerra. La guerra mi spaventa, mi spaventa l’essere umano”. Per il resto, il futuro non si può mettere in pausa. “Se hai paura del futuro, sei già vecchio”. La tecnologia, secondo Masini, può diventare uno strumento creativo, una possibilità in più, anche nella musica: “L’intelligenza artificiale ti dà la possibilità di scegliere tra tante possibilità, e poi devi scegliere tu però a creare l’arrangiamento migliore”. È una posizione che nasce dalla stessa curiosità che lo porta ad ascoltare la musica a 360 gradi, dal rock al jazz fino al pop, e a guardare con interesse alla nuova scena. Il futuro, per lui, non è qualcosa da difendere dal presente, ma qualcosa da attraversare. Anche perché, dice con una frase che sembra quasi un manifesto personale, “se uno, a prescindere, non lo accetta o non lo vuole vedere, allora può smettere di essere curioso e quindi smettere di vivere. La curiosità rende vivi”. 

Il 18 ottobre, dunque, Masini spegnerà 62 candeline. Ma più che a fare il conto degli anni, sembra interessato a contare le possibilità ancora davanti. A cominciare da quelle di un palco. “La vita mi stupisce ogni giorno”, dice. “Ogni giorno ti alzi e ti può arrivare una telefonata, bella o brutta, ti può arrivare una proposta, una convocazione in studio di registrazione, ti può arrivare una canzone, un’idea”. L’appuntamento è già fissato. Nei palazzetti, da novembre, tra vecchie fotografie da mettere a fuoco e nuove emozioni da scoprire.  

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