Inwit, torri ‘intelligenti’ per la prevenzione degli incendi nella tenuta di Castelporziano a Roma

Inwit, torri ‘intelligenti’ per la prevenzione degli incendi nella tenuta di Castelporziano a Roma

(Adnkronos) – Una telecamera antincendio dotata di intelligenza artificiale e tre centraline IoT per il monitoraggio della qualità dell’aria a supporto della Riserva naturale statale tenuta di Castelporziano, a Roma. Nell’ambito della campagna nazionale di Legambiente ‘I cantieri della transizione ecologica’ e in collaborazione con RomaNatura, la tower company ha installato lo scorso marzo nei pressi della riserva presidenziale, a pochi km dalla Capitale, su 3 torri per le telecomunicazioni sistemi avanzati capaci allo stesso tempo di prevenire l’insorgere di incendi e monitorare la qualità dell’aria, generando così valore ambientale e sociale. 

L’obiettivo della collaborazione è duplice: creare una base dati a lungo termine sulla qualità dell’aria per analizzare le tendenze, identificare eventuali criticità e stimolare l’adozione di misure correttive da parte di enti pubblici e privati; potenziare la resilienza del territorio contro il rischio incendi, una minaccia costante per gli ecosistemi, soprattutto in estate. “Quando pensiamo alle torri per le telecomunicazioni, pensiamo soprattutto alla connettività: telefonate, internet, streaming, social network, 5G. In realtà queste infrastrutture possono fare molto di più, grazie alla loro diffusione sul territorio. Noi ne abbiamo circa 26.000 e ne abbiamo almeno una nell’84% dei comuni italiani”, è il commento di Diego Galli, direttore generale di Inwit.  

“Da questa idea nasce il progetto. Su 3 torri a ridosso di questa riserva, abbiamo installato una telecamera smart collegata a un gateway dotato di intelligenza artificiale in grado di individuare tempestivamente eventuali principi di incendio, riconoscendo per esempio i pennacchi di fumo e inviando un allarme immediato alle centrali operative. La posizione elevata delle torri permette di monitorare aree molto ampie e di intervenire prima che una situazione potenzialmente pericolosa si trasformi in un’emergenza. Accanto a questo, abbiamo installato anche centraline IoT per il monitoraggio della qualità dell’aria. Si tratta di veri e propri laboratori in miniatura che rilevano numerosi parametri ambientali, dagli inquinanti alle polveri sottili, fino ai dati meteorologici. L’obiettivo è creare una base informativa utile per comprendere meglio l’evoluzione dell’ambiente e supportare eventuali interventi di tutela. Il punto forse più interessante è che questo modello è immediatamente replicabile”, aggiunge Galli. 

Secondo i recenti dati Ispra basati sui rilevamenti europei Effis (European forest fire information system) rilasciati la scorsa settimana (15 giugno), la situazione italiana per l’anno 2025 si presenta in questo modo: nel 2025 la superficie totale percorsa dal fuoco in Italia ha raggiunto i 965 km² (96.500 ettari), un dato che quasi raddoppia le stime registrate nell’intero 2024. Il 48% degli eventi nel 2025 ha aggredito direttamente gli ecosistemi forestali, mandando in fumo 123 km² (12.300 ettari) di boschi. Un dato particolarmente allarmante è che oltre il 30% della superficie bruciata totale si concentrava all’interno della rete delle aree protette italiane. Il Sud Italia e le isole maggiori confermano il trend storico di massima vulnerabilità: Sicilia, Calabria e Campania da sole rappresentano il 71% dell’intera area forestale nazionale colpita dai roghi.  

Con il progetto Inwit, replicabile su tutti i territori italiani, le infrastrutture nate per la connettività digitale diventano strumenti fondamentali per la sostenibilità e la tutela dei territori, generando un valore condiviso per ambiente e comunità. Dall’avvio delle sperimentazioni sul territorio nazionale, il sistema di videosorveglianza intelligente dotato di software di intelligenza artificiale, installato sulle torri, è in grado di scattare ed elaborare immagini, intercettando tempestivamente potenziali anomalie e principi di incendio, (pennacchi di fumo) distinguendo i segnali per la loro intensità. E laddove il monitoraggio segnali un’anomalia significativa lancia un allarme immediato, inoltrato alle centrali operative, permette di evitare escalation legate alla natura accidentale/colposa dell’episodio, consentendo di sventare situazioni critiche in aree protette e tutelando patrimoni boschivi di grande valore. Tutto questo è possibile grazie alla capillarità delle torri Inwit, in media una ogni 3 km. 

cronaca

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