Guccini, non solo musica: lo scrittore che ha raccontato l’Appennino e custodito la memoria

Guccini, non solo musica: lo scrittore che ha raccontato l’Appennino e custodito la memoria

(Adnkronos) – Non solo musica: Francesco Guccini, a partire dagli anni Novanta, ha costruito una ‘seconda vita’ da narratore, trasformando i luoghi della sua infanzia e le parole della tradizione in letteratura. L’Appennino tosco-emiliano, e in particolare Pavana, il paese d’origine della famiglia materna, dove è scomparso a 86 anni, è diventato il centro della sua produzione narrativa. Un territorio fatto di boschi, osterie, memorie della guerra, racconti tramandati a voce e personaggi che incarnano un’Italia che oggi non esiste quasi più.  

Dalle opere ‘Croniche epafaniche’ (1989), ‘Vacca d’un cane’ (1994) e ‘Tralummescuro’ (2019), nelle quali intreccia la sua storia, quella locale e l’invenzione narrativa, alla collaborazione con Loriano Macchiavelli, col quale ha firmato numerosi romanzi gialli a quattro mani ambientati sull’Appennino, dando vita al personaggio del maresciallo Benedetto Santovito, la sua produzione letteraria è generosa. ‘Calde le pere!’, il suo ultimo romanzo, uscirà postumo a settembre per Giunti Editore. Tra i volumi più recenti, nell’ottobre 2025 ha dato alle stampe ‘Romeo e Giulietta 1949’, romanzo di formazione su una storia d’amore sovversiva nell’Italia divisa del dopoguerra. ‘Così eravamo: Raccolta’ nel 2024 sono invece cinque racconti che rievocano la giovinezza dell’autore. 

Un altro aspetto centrale della produzione di Guccini è il rapporto con la lingua. Da sempre attento al valore delle parole, ha alternato nei suoi testi l’italiano letterario, il parlato quotidiano e le espressioni dialettali dell’Emilia e dell’Appennino, contribuendo a preservare un patrimonio linguistico destinato in parte a scomparire. Da questo interesse sono nati anche lavori dedicati al lessico e alla cultura popolare, come il ‘Dizionario delle cose perdute’, una raccolta di oggetti, mestieri e parole appartenenti a un mondo contadino ormai quasi cancellato dalla modernità e ‘Nuovo dizionario delle cose perdute’ (2014). Ma anche ‘Un matrimonio, un funerale, per non parlar del gatto’ (2015) e ‘Storie liete, fiabe nere e tempi andati’ (2021), una selezione di racconti rari arricchiti dalle illustrazioni di Franco Matticchio. 

spettacoli

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Hey, Ciao 👋
Piacere di conoscerti.

Iscriviti per ricevere i contenuti principali nella tua casella di posta, ogni settimana.

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Comments

No comments yet. Why don’t you start the discussion?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *