Festival nazionale economia civile, il rumore della cultura: quanto impatta l’arte nel contesto economico e sociale?

Festival nazionale economia civile, il rumore della cultura: quanto impatta l’arte nel contesto economico e sociale?

(Adnkronos) – In occasione del Festival Nazionale dell’Economia Civile, ritorna il confronto sul ruolo e sulla forza delle espressioni artistiche nel produrre consapevolezza, empatia e impatto concreto: grazie all’impegno di Fondazione MUS.E nel provare a misurare quello che per sua natura è intangibile, abbiamo una stima di quanto valga davvero un’attività culturale, al di là della sola circolazione di denaro che produce. 

Andare a una mostra, a teatro o a un concerto non si limita a far “girare l’economia”, ma arricchisce il tessuto sociale e culturale della comunità. A testimoniarlo sono i dati misurati attraverso l’algoritmo del Civil Impact®, che per la Fondazione MUS.E registra un valore pari a 3,57: ciò significa che, per ogni euro investito, si realizza un beneficio sociale pari a 3,57 euro. A fronte di un input complessivo pari a € 7.946.702,00, il valore sociale generato sul territorio da MUS.E sfiora i 28,4 milioni di euro (€ 28.383.133,54). 

Accanto alla traduzione economica, si è cercato di misurare anche il profilo di generatività dell’organizzazione stessa, ovvero come i diversi livelli di azione interna ed esterna creano nuove possibilità di relazioni e benessere per le persone e le organizzazioni coinvolte. Questa rilevazione, unica nel suo genere tra le Fondazioni culturali italiane, riporta un profilo di generatività complessivamente medio-alto, attestato da un indice sintetico pari a 6,89 su 10. Il risultato descrive un’organizzazione dotata di una solida consapevolezza del proprio ruolo, di prassi consolidate di sostenibilità e di una spiccata capacità di riflettere sul senso della propria azione istituzionale. 

 

Nel corso del 2025, inoltre, Fondazione MUS.E ha avviato un percorso formativo e partecipativo promosso dal Presidente e dal Consiglio di Amministrazione per definire la propria Carta dei Valori. L’iniziativa ha coinvolto sia gli organi di governance sia l’intera comunità professionale (68 persone per un totale di 6 incontri, 18 ore di formazione e 36 ore di laboratorio) per costruire una cultura organizzativa condivisa e trasparente. 

I sei valori identitari individuati ed entrati a far parte della vita organizzativa sono: 

● Persona: riconoscimento dell’unicità, valorizzazione delle potenzialità e rispetto delle diversità. 

● Trasparenza: comunicazione chiara di scelte e obiettivi per costruire relazioni autentiche. 

● Passione: l’energia che nutre l’entusiasmo e unisce verso obiettivi comuni. 

● Responsabilità: consapevolezza delle proprie azioni e impegno nel portarle a termine. 

● Collaborazione: condivisione di competenze per migliorare il lavoro di squadra e i risultati. 

● Ascolto: apertura e attenzione per favorire il confronto e l’innovazione. 

Infine, nell’ottica di un continuo miglioramento delle condizioni di benessere e partecipazione dei lavoratori, la Fondazione ha misurato il proprio clima interno tramite l’indagine BESt Work Life® (promossa da NeXt Economia e coerente con il framework BES dell’Istat), registrando un punteggio pari a 5,8 su 10. Un punto di partenza fondamentale per guidare le future strategie di gestione interna e rafforzare l’adesione ai valori aziendali. 

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economia

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