Buglisi racconta la sua asfida alla mafia, esce ‘L’Antimafia dei fatti’

Buglisi racconta la sua asfida alla mafia, esce ‘L’Antimafia dei fatti’

(Adnkronos) – “Mi chiedi se avevo paura? Sì, avevo paura. Poi ho smesso di averne”. È la frase che accompagna in quarta di copertina, come un mantra, l’uscita de ‘L’antimafia dei fatti. Vita di un siciliano atipico’ (Baldini+Castoldi/Nave di Teseo), il libro nel quale l’imprenditore siciliano Sebastiano Buglisi, con la collaborazione di Antonio Armano e la prefazione di Guido Ruotolo, racconta per la prima volta una vicenda personale e imprenditoriale che attraversa oltre mezzo secolo di storia italiana: dall’infanzia nella Sicilia rurale fino alle denunce contro la criminalità organizzata, passando per intimidazioni, processi, polemiche e una riflessione sul significato più autentico della legalità.  

Ad aprire il volume è Guido Ruotolo, tra i più autorevoli giornalisti italiani che hanno raccontato la mafia, che definisce quella di Buglisi “la storia di un incubo”, un’esperienza che avrebbe potuto “ammutolire l’anima e il cuore di chiunque”. La vicenda prende avvio nella Sicilia del dopoguerra. Buglisi cresce in una casa senza elettricità, studia alla luce della lumera, lavora nei campi e conosce fin da bambino il valore del sacrificio. Da quella realtà costruisce, passo dopo passo, il proprio percorso professionale: prima geometra, poi amministratore pubblico e infine imprenditore, fino a fondare EdS, azienda attiva nei settori delle infrastrutture, delle telecomunicazioni e dell’energia. Con la crescita dell’impresa arrivano gli attentati ai mezzi di cantiere, gli incendi dolosi, le intimidazioni e le richieste di pizzo. Buglisi decide di denunciare. Collabora con Carabinieri e magistratura, partecipa alle indagini e contribuisce negli anni all’arresto e alla condanna di appartenenti a Cosa Nostra, ‘Ndrangheta e Sacra Corona Unita. 

Il libro va però oltre la cronaca giudiziaria. Mette a fuoco anche il meccanismo culturale che alimenta il potere mafioso: l’idea che nessun imprenditore possa avere successo senza corrompere qualcuno e che, quindi, chi ha pagato ‘l’altro Stato’ debba pagare anche l’organizzazione criminale. Più che un’autobiografia, ‘L’antimafia dei fatti’ è il racconto di un’Italia che raramente trova spazio nelle cronache: quella degli imprenditori che continuano a fare il proprio lavoro senza accettare compromessi, pagando spesso un prezzo personale elevato. “Avevo paura. Poi ho smesso di averne” non è soltanto la frase simbolo del libro: è la sintesi di una scelta di vita di un siciliano atipico che trasforma il coraggio da gesto eccezionale a responsabilità quotidiana. 

cultura

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