Bastoni, anno da incubo: da simulazione in Inter-Juventus a rosso con Italia e indagine per prostituzione minorile

Bastoni, anno da incubo: da simulazione in Inter-Juventus a rosso con Italia e indagine per prostituzione minorile

(Adnkronos) –
Continua l’anno da incubo di Alessandro Bastoni. Il difensore dell’Inter è indagato dalla Procura di Milano per prostituzione minorile, nell’ambito dell’inchiesta su un presunto giro di escort. Si tratta dell’ennesima macchia nera sull’annata del giocatore azzurro, reduce dalla vittoria dello scudetto e della Coppa Italia con i nerazzurri, ma che ha vissuto una stagione decisamente complicata, iniziata a febbraio con la simulazione che ha portato all’espulsione di Kalulu, con esultanza allegata, e continuata con il cartellino rosso rimediato nella finale dei playoff contro la Bosnia, risultato decisivo per la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali 2026. 

 

L’episodio che ha finito per caratterizzare la stagione di Bastoni è arrivato alla 25esima giornata di Serie A, quando l’Inter ha battuto la Juventus 3-2 a San Siro. A decidere la partita però, anche la contestata espulsione di Pierre Kalulu, che ha lasciato i bianconeri in dieci per oltre un tempo. 

Succede tutto al 42′. Kalulu, già ammonito, interviene su Bastoni che stava facendo ripartire l’azione nerazzurra e l’arbitro La Penna estrae immediatamente il secondo giallo e quindi il cartellino rosso. Le immagini però mostrano che il giocatore francese non colpisce il difensore dell’Inter, che si lascia cadere inducendo all’errore il direttore di gara. 

Bastoni, già ammonito, dopo il tuffo che poteva essere punito con un cartellino giallo per simulazione, esulta per il rosso ‘inventato’ ai danni di Kalulu. A completare il quadro, la decisione del tecnico nerazzurro Cristian Chivu all’intervallo: Bastoni, dopo l’episodio plateale, viene sostituito. 

 

Bastoni aveva parlato dell’episodio alla vigilia della sfida con il Bodo/Glimt di Champions League: “Ho voluto essere qua perché si è parlato tanto di quanto successo sabato, ho aspettato qualche giorno per rivedere quello che è successo e capire le differenze rispetto a quello che ho sentito io in campo”, ha detto Bastoni ai microfoni di SkySport, “Ho sentito un contatto con il mio braccio che, rivedendo le immagini, è stato assolutamente accentuato”. 

“Per questo sono qui, per ammetterlo e prendermi le mie responsabilità. Ma la cosa per cui mi dispiaccio di più è il comportamento successivo all’espulsione, quindi sono qui perché un essere umano ha il diritto di sbagliare, ma ha anche il dovere di riconoscere l’errore”, ha aggiunto Bastoni, “mi sembra giusto che la mia carriera che la mia persona non vengano definite da quello che è accaduto sabato, avendo già oltre 300 partite in carriera. Ne hanno parlato tutti, ho notato tanta falsità e finto perbenismo, ho sentito addetti ai lavori dire cose che non stanno né in cielo né in terra. Ma fa parte del nostro mestiere. Ringrazio chi ha detto la verità, che Bastoni ha sbagliato, è stato uno stupido, ma ha il diritto di sbagliare in quanto essere umano”. 

 

A gettare benzina sul fuoco è stato il rosso rimediato in Bosnia-Italia. Bastoni è stato infatti espulso nella partita più importante del calcio azzurro, che ha poi portato alla sconfitta ai calci di rigore e alla conseguente esclusione dai Mondiali 2026. 

Succede tutto nel finale di primo tempo. Donnarumma sbaglia il rinvio e permette a Memic di partire in contropiede. L’attaccante della Bosnia supera proprio Bastoni che lo stende da ultimo uomo, rimediando l’inevitabile cartellino rosso. Dopo l’episodio i tifosi azzurri hanno preso di mira non solo il difensore dell’Inter sui social, ma anche Camilla Bresciani, moglie di Bastoni, che è stata costretta a limitare i commenti sui suoi profili social (insieme al marito). 

 

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