Ancora una vittima del caldo in Liguria, 74enne muore in spiaggia a Moneglia

Ancora una vittima del caldo in Liguria, 74enne muore in spiaggia a Moneglia

(Adnkronos) –
Un’altra vittima del caldo in Liguria. Una turista lombarda di 74 anni è morta questa mattina dopo essere stata colta da un malore mentre si trovava in spiaggia a Moneglia, in provincia di Genova.  

Secondo le prime informazioni, la donna sarebbe stata colpita da un malore, dovuto probabilmente a un colpo di calore. A dare l’allarme sono stati i numerosi bagnanti presenti, che l’hanno vista accasciarsi sulla sabbia mentre si trovava sotto il sole. Sul posto sono intervenuti i militi della pubblica assistenza e il personale del 118, che hanno avviato immediatamente le manovre di rianimazione. Nonostante i lunghi tentativi di soccorso, per la 74enne non c’è stato nulla da fare. Sul luogo dell’accaduto sono intervenute anche le forze dell’ordine per gli accertamenti del caso. 

 

 

L’impatto del caldo record di maggio-giugno sulla mortalità in Italia è stato in generale contenuto e limitato ai grandi anziani. “L’analisi dei dati di sorveglianza della mortalità giornaliera over 65 ha evidenziato, per il periodo 25 maggio-30 giugno, sul totale delle città considerate, che l’eccesso di mortalità medio è stato contenuto (3%), anche in relazione a quanto osservato in altri Paesi europei. 

Nella seconda e più intensa ondata di calore (18-30 giugno), i dati presentati hanno confermato, come già comunicato in precedenza, un eccesso statisticamente significativo della mortalità nella popolazione over 65 a Torino”, comunica il ministero della Salute, al termine della terza riunione della Cabina di regia interistituzionale prevista nell’ambito del Piano operativo nazionale sugli effetti del caldo. 

“L’analisi illustrata nel corso della Cabina di regia dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio ha evidenziato, poi, un ulteriore elemento: l’eccesso di mortalità registrato in Italia nel periodo di riferimento è limitato agli over 85, i cosiddetti grandi anziani”. 

“Sia a livello globale che europeo il mese di giugno 2026 è stato il secondo più caldo di sempre”, certifica la Cabina di regia. “I sistemi di allerta sul caldo – riporta – hanno previsto in Italia condizioni di rischio di livello 2 e 3 (bollini arancioni e rossi) dal 18 giugno fino a fine mese, con una media di 10 giorni al Nord, 10 giorni al Centro e 4 giorni al Sud. Si segnala il caso della città di Torino, in cui i giorni con livelli di allerta 2 e 3 nel periodo di riferimento sono stati 23: il 63% del totale”. 

 

 

Dopo lunghi giorni di caldo record da Nord a Sud, il weekend alle porte vedrà l’Italia divisa fra canicola e temporali. Eventi che sempre più spesso presentano manifestazioni quasi tropicali e che a volte “peggiorano gli effetti sulla salute”. Spiega il perché Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’università Statale di Milano, past president di Anpas e vice presidente di Samaritan International: “Dal punto di vista sanitario – avverte – occorre prestare attenzione non solo ai rischi diretti legati al maltempo, ma anche al fatto che il caldo intenso non scompare dopo il temporale. L’umidità elevata che spesso segue questi eventi aumenta il disagio fisiologico, soprattutto per anziani, persone con malattie cardiovascolari e respiratorie, bambini e lavoratori all’aperto”. 

Ma cosa porta a ‘bombe d’acqua’ improvvise nei periodi di afa estrema? “L’attuale situazione meteorologica – descrive Pregliasco – rappresenta uno degli effetti più tipici delle estati caratterizzate da ondate di calore persistenti. L’atmosfera accumula una quantità enorme di energia sotto forma di aria molto calda e ricca di umidità e, quando arriva un impulso più fresco in quota, questa energia può liberarsi improvvisamente con fenomeni temporaleschi anche molto violenti. Il rischio maggiore, in queste ore, non è rappresentato tanto dalla pioggia in sé, quanto dalle raffiche di vento improvvise, dalle grandinate e dai downburst, vere e proprie ‘esplosioni’ di aria discendente che possono provocare danni a edifici, alberi, cantieri e infrastrutture, con velocità del vento che localmente possono superare i 100 km/h”. Il medico invita a “ricordare che questi fenomeni hanno una distribuzione molto irregolare: pochi chilometri possono fare la differenza tra un violento nubifragio e una situazione del tutto tranquilla. Per questo è fondamentale seguire gli aggiornamenti della Protezione civile e dei servizi meteorologici ufficiali, evitando di sottovalutare gli avvisi”. 

“Questa alternanza tra caldo estremo e fenomeni atmosferici sempre più intensi – osserva Pregliasco – è ormai una caratteristica ricorrente delle nostre estati. Non dobbiamo abituarci a considerarla normale: richiede una crescente capacità di prevenzione, sistemi di allerta efficaci e comportamenti prudenti da parte dei cittadini, perché gli eventi estremi sono destinati a diventare sempre più frequenti e impattanti anche sulla salute pubblica”. 

 

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