Integratori e prodotti naturali, allerta Sitox ‘naturale non vuol dire sicuro’

Integratori e prodotti naturali, allerta Sitox ‘naturale non vuol dire sicuro’

(Adnkronos) – “Naturale non vuol dire sempre sicuro. Integratori, estratti vegetali e botanicals sono sempre più diffusi e spesso percepiti dai consumatori come prodotti innocui proprio perché di origine naturale. Ma possono contenere sostanze attive, miscele complesse, contaminanti o interagire con farmaci e terapie in corso”. È l’allerta lanciata in occasione del 23esimo Congresso nazionale della Società italiana di tossicologia (Sitox), che si chiude oggi a Bologna: tre giorni di lavori, oltre 80 esperti coinvolti tra relatori, moderatori e componenti dei panel, più di 20 sessioni scientifiche e momenti congressuali, comunicazioni orali, poster session e flash communication, per fare il punto sul ruolo della tossicologia nella tutela della salute pubblica.  

La sessione ‘Sicurezza delle sostanze botaniche e NAMs’ è stata moderata da Corrado L. Galli e Marina Marinovich e ha affrontato il tema della valutazione tossicologica delle sostanze botaniche attraverso un approccio scientifico integrato: caratterizzazione chimica, valutazione delle miscele, approcci in silico e studio della genotossicità. “Il fatto che una sostanza sia naturale non significa che sia automaticamente sicura – sottolinea Galli, past president della Sitox – Le sostanze botaniche possono contenere composti attivi, miscele complesse e contaminanti che richiedono una valutazione rigorosa, soprattutto quando vengono assunte come integratori o prodotti di largo consumo”. 

Il programma congressuale ha attraversato numerosi ambiti della tossicologia moderna: alimenti, farmaci, dispositivi medici, botanicals e integratori, agrofarmaci, nanomateriali, tossine naturali, tossicologia analitica e clinica. I simposi sono stati promossi dai tavoli e dai gruppi di lavoro della Sitox, e integrati dalle proposte scientifiche dei soci e delle aziende. Per gli esperti della società scientifica, il punto centrale è superare l’idea che botanicals e integratori siano prodotti ‘leggeri’ o privi di rischi. La sicurezza dipende dalla composizione, dalla dose, dalla qualità della materia prima, dalle possibili interazioni con farmaci e dalle caratteristiche della persona che li assume. 

“La valutazione della sicurezza deve partire da una conoscenza precisa di ciò che il prodotto contiene – aggiunge Galli – Senza una corretta caratterizzazione chimica e senza strumenti adeguati per valutare tossicità, genotossicità e interazioni, il consumatore rischia di essere esposto a sostanze di cui non conosce davvero il profilo di rischio”.  

In questo contesto diventano centrali le NAMs-New Approach Methodologies, nuovi approcci metodologici che integrano modelli computazionali, strumenti predittivi, metodi alternativi e analisi avanzate per valutare la sicurezza in modo più mirato e moderno. “Le NAMs rappresentano un’opportunità importante – spiega Marinovich, membro della Società italiana di tossicologia – perché permettono di combinare dati chimici, biologici e computazionali per ottenere valutazioni più rapide, predittive e aderenti alla complessità reale delle sostanze botaniche. Ma devono essere utilizzate con criteri scientifici solidi e in un quadro regolatorio chiaro”. 

La crescente diffusione di prodotti naturali, botanicals e integratori rende necessario rafforzare anche la comunicazione verso cittadini e operatori sanitari, rimaca la Sitox. Non si tratta di demonizzare questi prodotti – precisa la società scientifica – ma di promuoverne un uso consapevole, soprattutto nei soggetti fragili, nelle donne in gravidanza, negli anziani, nei pazienti cronici o in chi assume terapie farmacologiche. 

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