Ambiente, Università Genova-AmSpec Italia-Conou presentano progetto per rilevamento rapido Pfas

Ambiente, Università Genova-AmSpec Italia-Conou presentano progetto per rilevamento rapido Pfas

(Adnkronos) – Sviluppare strumenti rapidi, selettivi e a basso costo per rilevare la presenza di Pfas direttamente sul campo, anche in contesti ambientali e industriali complessi. E’ questo l’obiettivo del progetto di ricerca sui ‘Dispositivi Analitici in Carta per il Rilevamento in-situ di Pfas’, presentato oggi al Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Genova. Il progetto è sviluppato dal Laboratorio di Nanostrutture per l’Energia e l’Ambiente dell’Università di Genova, in collaborazione con AmSpec Italia S.r.l. e Conou – Consorzio Nazionale degli Oli Minerali Usati. 

La ricerca nasce per rispondere a una delle sfide ambientali e sanitarie più rilevanti degli ultimi anni: il monitoraggio dei Pfas, sostanze per- e polifluoroalchiliche note anche come “Forever Chemicals” per la loro estrema stabilità e persistenza nell’ambiente. Utilizzati per decenni in numerosi ambiti industriali e domestici, i Pfas sono oggi al centro dell’attenzione internazionale per la loro ampia diffusione e per capacità di contaminare acqua, suolo e organismi viventi. La crescente consapevolezza dei rischi legati alla loro presenza ha spinto le autorità internazionali, tra cui l’Epa statunitense, a definire limiti di esposizione sempre più restrittivi. 

Attualmente, il metodo analitico standard per la rilevazione, basato su EPA 537.1 – SPE + HPLC-MS/MS richiede però strumentazioni complesse, comporta costi elevati per campione ed è difficilmente applicabile direttamente sul campo, nonché poco agevole su matrici non acquose, come gli oli lubrificanti. Da qui la novità del progetto: sviluppare metodi di screening innovativi realizzati mediante dispositivi analitici in carta, capaci di offrire analisi più rapide, accessibili, selettive e utilizzabili anche su matrici complesse. L’attività di ricerca comprenderà la progettazione di reagenti specifici e lo sviluppo di modelli predittivi per migliorare la velocità e l’efficienza delle analisi. 

 

L’iniziativa si inserisce nell’ambito dell’Accordo Quadro tra il Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale – Laboratorio di Nanostrutture per l’Energia e l’Ambiente e AmSpec Italia S.r.l., che ha portato alla nascita della “AmSpec Academy”, piattaforma dedicata allo sviluppo di attività di ricerca congiunta. “La capacità di analizzare matrici potenzialmente inquinate e inquinanti rappresenta da sempre una sfida tecnologica e metodologica per le imprese del settore – dichiarano da AmSpec Italia – Partecipare a questa ricerca, mettendo al servizio le nostre competenze, è per noi un obiettivo prioritario, poiché attraverso un’iniziativa di tipo aziendale possiamo concretamente contribuire al benessere della collettività.”  

“I Pfas sono un problema ambientale complesso e articolato. È necessario agire su più livelli, a partire dal passaggio fondamentale della loro individuazione – dichiara Laura Gaggero Prorettrice alla Ricerca dell’Università di Genova – In questo contesto si inserisce questa ricerca, che mira a sfruttare tecnologie innovative per ottenere sistemi di screening in grado di rispondere alle reali esigenze industriali”.  

“La raccolta dei rifiuti industriali pericolosi, come l’olio minerale usato, richiede un’attenzione sempre maggiore al monitoraggio degli inquinanti organici persistenti”, dichiara Riccardo Piunti, presidente del Conou. “I controlli preventivi in fase di raccolta devono essere rapidi e di agevole esecuzione. I Pfas saranno l’inquinante del secolo: è necessario attrezzarci al meglio, da subito”. 

economia

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