Dal ‘mito’ De Mita alla segreteria di Veltroni fino all’Europa, chi è Pina Picierno

Dal ‘mito’ De Mita alla segreteria di Veltroni fino all’Europa, chi è Pina Picierno

(Adnkronos) – Nata a Santa Maria Capua Vetere sotto il segno di Ciriaco De Mita – ‘il mio mito’, lo ha spesso definito – Pina Picierno ha iniziato giovanissima ad impegnarsi in politica. Gli esordi nel Partito Popolare e quindi dal 2002, ad appena 21 anni, aderisce alla Margherita. Nel 2005 è eletta presidente federale della organizzazione giovanile, i Giovani della Margherita, al congresso che si svolge a Napoli. E poi il Pd di Walter Veltroni che la porta in segreteria come responsabile Giovani fino all’ingresso in Parlamento alla Camera nelle elezioni del 2008. Dove viene ricandidata ottenendo 5.197 preferenze a Caserta alle ‘parlamentarie’ volute dall’allora segretario Pier Luigi Bersani e venendo rieletta alla Camera. Quindi il passaggio in Europa con Matteo Renzi che la vuole capolista nella circoscrizione Sud alle europee del 2014, viene rieletta nel 2019 e nel 2025. A Strasburgo è vicepresidente del Parlamento europeo.  

Da ieri il percorso di Picierno nel Pd si è interrotto. Una decisione maturata dopo un lungo disagio e mesi di tensioni e divergenze sulla linea della segretaria dem Elly Schlein. “Di dubbi ne ho avuti moltissimi, mi sono più che lacerata, ma credo che per rispetto alla mia dignità politica e personale sia arrivato il momento di lasciare il Partito democratico di Elly Schlein che è divenuto un posto diverso da quello che abbiamo fondato e perché ho sempre chiesto alla politica la forza e il coraggio di fare in coscienza le scelte più giuste. Ora tocca a me avere coraggio”, ha detto Picierno in un’intervista al Foglio.  

Ragioni politiche e non solo dietro all’addio. Picierno per le sue posizioni sull’Ucraina, è stata bersaglio dell’anchorman russo ultra-putiniano Vladimir Solovyev e di una escalation di intimidazioni ricondotte ad ambienti filorussi, tanto che il Viminale ha disposto la scorta nel giugno 2025. E in questa situazione difficile, la parlamentare ex-Pd non si è sentita sostenuta dal suo partito. Anzi, l’incontro di Picierno con alcuni rappresentanti dell’Israel Defense and Security Forum, rivelato a marzo dello scorso anno, diventa un vero e proprio caso nel Pd. Poi la linea politica. Ma il nodo vero resta politico. E la distanza culmina nel voto sul ReArm Europe in cui Picierno vota a favore in dissenso dal gruppo dem in Europa. L’ultimo episodio poi la decisione di votare Sì al referendum sulla giustizia mentre Schlein schiera il Pd nettamente sul No. Il Pd, dice Picierno, ha “subìto uno snaturamento avvenuto per scivolamenti inesorabili, senza nemmeno una reale discussione, senza nemmeno il privilegio di poterne discutere in un congresso, come ho più volte chiesto. Il Pd che abbiamo voluto al Lingotto non esiste più”. Ma per Picierno esiste un’area politica che si rifà a quell’esperienza ma che non è rappresentata. “Credo che ci sia bisogno di ridare dignità e prospettiva unitaria a milioni di elettori che in questi anni hanno progressivamente abbandonato il Partito democratico. Credo che ci possa e ci debba essere un impegno comune per fare nascere un nuovo soggetto politico. Mi metto al servizio di questa idea e di questo progetto”. Intanto Picierno ha aderito al gruppo di Renew Europe.  

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