(Adnkronos) – Cristian Mungiu vince la Palma d’oro al 79esimo Festival di Cannes con ‘Fjord’, intenso dramma familiare ambientato in Norvegia con protagonisti Sebastian Stan e Renate Reinsve. Per il regista romeno si tratta della seconda Palma dopo quella ottenuta nel 2007 con ‘4 mesi, 3 settimane, 2 giorni’.
Il film racconta della famiglia Gheorghiu: una coppia rumeno-norvegese molto religiosa che si stabilisce in un villaggio all’estremità di un fiordo. La situazione precipita quando la scuola scopre dei lividi sul figlio maggiore e iniziano sospetti e tensioni attorno al modello educativo.
“Lo stato del mondo oggi non è buono. Non sono fiero di ciò che stiamo lasciando ai nostri figli. Tocca a noi operare un cambiamento. Gli elementi per capire la direzione in cui il mondo sta andando sono tutti davanti ai nostri occhi. Le società, oggi, sono fratturate e radicalizzate. Questo film è anche un impegno contro ogni forma di integralismo”, le parole di Mungiu nell’accettare la Palma d’oro.
Tra gli altri premi principali assegnati sulla Croisette, il Grand Prix è andato a ‘Minotaur’ del regista russo Andrey Zvyagintsev, uno dei titoli più apprezzati dalla critica internazionale durante il festival.
Il Premio della Giuria è stato assegnato a ‘The Dreamed Adventure’ della regista tedesca Valeska Grisebach, mentre il premio per la miglior regia è stato diviso ex aequo tra il duo spagnolo Javier Calvo e Javier Ambrossi per ‘La Bola Negra’ e il polacco Paweł Pawlikowski per ‘Fatherland’.
‘Notre salut’ di Emmanuel Marre vince la Palma alla Miglior sceneggiatura. In Italia uscirà con il titolo ‘Un uomo del tuo tempo’ e sarà distribuito al cinema da I Wonder Pictures – Unipol Biografilm Collection.
I premi per l’interpretazione sono stati assegnati ex aequo. Come migliori attrici sono state premiate Virginie Efira e Tao Okamoto per ‘All of a Sudden’, A consegnargliela l’attore Pierfrancesco Favino che ha sfoggiato sul palco il suo miglior francese per presentare le vincitrici.
Mentre il riconoscimento maschile è andato a Emmanuel Macchia e Valentin Campagne per ‘Coward’. Il film segue un giovane soldato che arriva al fronte belga durante la Prima guerra mondiale, convinto di dover dimostrare il proprio valore. Sul fronte incontra però un gruppo di uomini che, attraverso il teatro e la performance, cerca di creare un fragile spazio di libertà dentro la violenza del conflitto.
‘Para los contrincantes’ di Federico Luis vince la Palma al Miglior cortometraggio. La storia, ambientata nel quartiere operaio di Tepito, segue un ragazzo che si confronta con il grande sogno messicano: diventare un campione di pugilato.
‘Ben’imana’ di Marie-Clémentine Dusabejambo, presentato nella sezione ‘Un Certain Regard’, vince La Caméra d’or: premio assegnato alla migliore opera prima. La storia è ambientata nella Ruanda del 2012. Dopo il genocidio contro i Tutsi, vengono istituiti tribunali popolari per portare giustizia e riconciliazione. Veneranda, una sopravvissuta, è convinta della necessità di questi processi. Nonostante le pressioni, organizza incontri di discussione tra le vittime e le famiglie dei carnefici. Ma quando scopre dell’inaspettata gravidanza della figlia, deve confrontarsi con le proprie contraddizioni e con i lati oscuri del suo passato.
Durante la cerimonia finale sono state inoltre assegnate le Palme d’Oro onorarie a Peter Jackson e Barbra Streisand, celebrati per il contributo alla storia del cinema internazionale.
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