Maturità, al via toto-tracce: quali sono gli autori e gli argomenti più gettonati

Maturità, al via toto-tracce: quali sono gli autori e gli argomenti più gettonati

(Adnkronos) –
L’esame di Maturità si avvicina. Quali sono gli autori e gli argomenti più gettonati? A un mese scarso dall’esame il ‘Vate’ perde la palma di grande favorito: è la coppia Verga-Pascoli a mettere la freccia e scalare la classifica delle previsioni dei maturandi in fatto di spunti e temi per le tracce della prova d’Italiano, in calendario il prossimo 18 giugno.  

Come sempre, a raccogliere le loro impressioni è il tradizionale monitoraggio mensile di Skuola.net – realizzato su un campione di circa 1.000 studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori – che fotografa aspettative, intuizioni e strategie di preparazione a poche settimane dall’esame. Ma soprattutto, che cerca di captare gli umori che si respirano nelle classi, visto che 3 maturandi su 4 commentano le possibili ipotesi con i loro docenti. 

Beninteso, la candidatura di D’Annunzio resta sempre fortissima, come spesso avvenuto nel recente passato. Forse la consapevolezza che, a conti fatti, l’autore abruzzese non è mai stato proposto nella Maturità moderna fa propendere per nomi più ‘probabili’. Peraltro, va anche detto che la citata coppia di testa ha fatto capolino all’esame 2022, quindi è sufficientemente invecchiata per un bis. Non si può, invece, dire la stessa cosa per Pirandello, che è stato proposto nel vicino 2024. Tuttavia, l’anniversario dei 90 anni dalla sua morte e dei 100 dalla pubblicazione di “Uno, nessuno e centomila” ingolosiscono gli studenti-scommettitori. Tra le altre ipotesi, rimangono in rampa di lancio quelle di un tema di attualità sull’IA e di uno spunto storico ancorato all’80esimo anniversario del 1946, anno in cui nel nostro Paese si è optato per la Repubblica con il primo voto a suffragio universale e, nel contempo, si è avviata l’Assemblea Costituente. 

Vediamo cosa è cambiato rispetto alla precedente rilevazione, svoltasi un mese fa. Il primo cambio di scenario, come detto, riguarda gli autori di prosa dell’Ottocento, oggetto eventuale dell’analisi del testo, la tipologia A (il Ministero può selezionare nomi che hanno prodotto dall’Unità d’Italia in poi). Se poche settimane fa era stato Gabriele D’Annunzio il nome più gettonato, ora il primato passa a Giovanni Verga, indicato dal 31% degli studenti, contro il 25% attribuito al ‘Vate’ (in calo di quattro punti rispetto alla precedente rilevazione). Resta stabile Alessandro Manzoni, fermo attorno al 15%, mentre cresce Carlo Collodi, che passa dal 6% al 10%, probabilmente trainato anche dalle celebrazioni per i 200 anni dalla nascita dell’autore di ‘Pinocchio’. Sul fronte della poesia ottocentesca, invece, la situazione appare più consolidata. Giovanni Pascoli mantiene la leadership con il 21% dei voti. Alle sue spalle, in crescita, si conferma Giacomo Leopardi, che sale dal 16% al 19%, accorciando sensibilmente le distanze dal vertice. In netto calo, invece, Ugo Foscolo, che perde quasi la metà delle preferenze e scende dal 15% all’8%. Lieve calo, anche sul fronte poesia, per D’Annunzio: rimane secondo nelle preferenze, ma scendendo dal 17% al 16% dei consensi.  

Anche tra gli autori di prosa del Novecento non cambia il nome più atteso: Luigi Pirandello continua a essere il grande favorito per la tipologia A, raccogliendo il 20% delle preferenze. Un dato probabilmente influenzato dal doppio anniversario di cui si è parlato. Dietro di lui restano sostanzialmente immutate le “scommesse” su Italo Svevo (15%), Italo Calvino (12%) e Primo Levi (11%). Mentre fa prove tecniche di risalita Elsa Morante, che passa dal 5% al 7%: un’autrice protagonista dell’analisi del testo sarebbe un inedito per la Maturità. Più dinamica la situazione sul versante poetico del Novecento. Giuseppe Ungaretti rafforza la propria leadership, salendo al 20%, seguito da Eugenio Montale, che cresce dal 15% al 18%. Umberto Saba è sempre terzo (11%) ma tallonato da Filippo Tommaso Marinetti (anche lui all’11%). Perde, invece, quota Alda Merini (ora al 6%). Nel complesso, quindi, i maturandi sembrano orientarsi sempre più verso autori “classici” ma fortemente legati a temi esistenziali, identitari e sociali – dall’ermetismo al futurismo – tradizionalmente molto presenti nelle tracce ministeriali. 

Anche sul fronte delle ricorrenze, ottime come punto di partenza per le tracce della Tipologia B (testo argomentativo), il quadro si sta progressivamente definendo. L’anniversario che i maturandi ritengono più “spendibile” dal Ministero resta quello degli 80 anni dalla nascita della Repubblica Italiana e dal referendum istituzionale del 1946, indicato dal 34% degli intervistati. Tiene anche il tema del maxi-processo alla Mafia (stabile al secondo posto, con il 12% delle indicazioni). Perde forza, al contrario, l’ipotesi di una traccia collegata ai 25 anni dall’11 settembre, che scende dal 13% al 9%. Ipotesi, quest’ultima, ora insidiata dal ricordo di Chernobyl, a 40 anni dal disastro nucleare: stuzzica la fantasia del 10% degli studenti. Tra gli anniversari legati ai personaggi storici e culturali, invece, torna a farsi vedere Pirandello – per le ricorrenze ‘tonde’ di cui si è detto – che sale dal 20% al 24%, consolidando il suo ruolo di favorito assoluto del toto-tracce. In forte ascesa anche San Francesco d’Assisi negli 800 anni dalla sua morte, indicato dal 18% degli studenti: che i maturandi, considerato il periodo storico, non ci vedano il modo di parlare di pace? Rispetto alla precedente rilevazione, invece, arretra Umberto Eco (dal 6% al 4%). Molto più probabile, semmai, appare una traccia su Grazia Deledda, a 100 anni dal Nobel per la Letteratura: ci punta il 12% degli intervistati. 

Passando, infine, a considerare l’attualità – che potrebbe comparire nella tipologia C della prima prova – ecco che ci imbattiamo nei cambiamenti più evidenti rispetto ad aprile. A dominare la scena sono sempre più le questioni legate al rapporto tra le nuove generazioni, la tecnologia e le trasformazioni digitali. Ad esempio, il tema “Giovani, social e IA” sale al 21% (dal 19% di un mese fa) e diventa l’argomento più quotato in assoluto. Cresce molto anche la voce “Intelligenza artificiale e nuove frontiere tecnologiche”, che passa dal 12% al 16%. In senso contrario, perde terreno l’ipotesi di una traccia legata alle guerre e alle crisi internazionali, che scende bruscamente dal 18% all’11%, pur restando tra gli argomenti più considerati. Secondo i maturandi, dunque, il Ministero potrebbe privilegiare tematiche più vicine alla loro quotidianità: identità digitale, impatto della tecnologia, uso dei social network e cambiamenti nel modo di vivere relazioni, studio e lavoro. Non a caso, tra gli altri argomenti inseriti tra i papabili figurano anche la violenza sulle donne, la parità di genere, il disagio giovanile (tutte al 9%) e le aspettative della Gen Z verso il mondo del lavoro (8%).  

Quando si passa, invece, ad analizzare i grandi temi esistenziali – spesso e volentieri selezionati per lo scritto di Italiano – la “pace” (stabile al 20%) continua a occupare il primo posto nelle aspettative degli studenti. Scendono, invece, le ipotesi legate al “futuro” e alla “rabbia” (-3% per entrambe), mentre crescono leggermente i riferimenti all’amore, all’amicizia e al ruolo dell’arte (+2-3%). Segno che, anche in questo caso, i maturandi si aspettano tracce capaci di collegare riflessioni personali, società contemporanea e vissuto quotidiano.  

Con l’esame ormai vicino, il toto-tracce non resta confinato alle discussioni online. Anzi, entra sempre più spesso anche nelle classi. Quasi 4 studenti su 10 raccontano, infatti, di parlare “spesso” con i professori delle possibili tracce della Maturità. Un ulteriore 35% dice di affrontare il tema “ogni tanto”. Solo il 26% sostiene che non succede mai. Parallelamente, aumenta anche l’attenzione verso indiscrezioni e pronostici: quasi il 60% dei maturandi afferma di seguire queste ipotesi “con interesse ma senza farci troppo affidamento”, mentre 1 su 5 ammette di considerarle con molta attenzione. In fondo, a un mese dalla prima prova, ogni indizio può sembrare utile per orientare ripassi e ultime letture. Anche se, come ogni anno, sarà poi il Ministero ad avere l’ultima parola. 

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