Sinner: “Mi chiamano robot, ma non è un’offesa. Caso Clostebol? Non ero libero”

Sinner: “Mi chiamano robot, ma non è un’offesa. Caso Clostebol? Non ero libero”

(Adnkronos) –
Jannik Sinner senza filtri. Il tennista azzurro, dopo aver trionfato agli Internazionali d’Italia 2026, si prepara a esordire al Roland Garros, al via domenica 24 maggio, quando inizierà il primo turno del tabellone principale. Sinner si è concesso in un’intervista a L’Equipe, rispondendo a chi lo chiama ‘robot’: “Non trovo il termine denigratorio. È così che opero”, ha detto il numero 1, “cerco sempre di essere il più preciso possibile, di giocare il colpo giusto al momento giusto, e questo richiede di essere in ottima forma fisica e mentale. È così che è, ed è per questo che mi alleno. Per essere il più preparato possibile per i momenti importanti di una partita”. 

Sinner è tornato sulla sospensione per il caso Clostebol, che lo ha tenuto lontano dai campi per tre mesi nel 2025: “I mesi che hanno preceduto la mia sospensione sono stati difficili, non potevo parlarne con nessuno. In campo sembravo molto triste, e lo ero: non mi sentivo libero. Ma credo che nulla accada per caso. E sono convinto che tutto questo mi abbia reso una persona più forte. Ho capito chi erano i miei veri amici e anche questo mi ha aiutato”. 

Il numero 1 del mondo tornerà a Parigi dopo la finale-maratona persa contro Carlos Alcaraz lo scorso anno: “Sarebbe una bugia dire che è stato facile andare avanti. Ma cerco sempre di voltar pagina velocemente, anche quando vinco. E così sono riuscito a trionfare a Wimbledon subito dopo”, ha raccontato Sinner, “ho imparato grandi lezioni da quella sconfitta a Parigi. Mi sforzo sempre di migliorare, di credere in me anche quando sono scoraggiato, di rialzarmi quando cado”. 

Un pensiero commosso Jannik lo ha dedicato ai genitori: “Loro avevano sempre un sorriso sul volto una volta che tornavano a casa, non importava cosa fosse successo al ristorante, quanto fosse duro”, ha dichiarato Sinner, “era impossibile capire se avessero avuto una buona o una brutta giornata, ed è quella la mentalità che cerco di avere oggi. Quando esco dal campo, torno a essere una persona normale, e cerco di essere felice per ciò che ho. Vivere nel momento, senza guardare troppo indietro o avanti, cerco di dare sempre il mio meglio”. 

Sinner, con un passato promettente sugli sci, ha commentato anche la caduta di Lindsey Vonn alle ultime Olimpiadi invernali di Milano-Cortina: “Lei cerca sempre di vedere il lato positivo delle cose, anche nei momenti più bui. Mi ispira molto. Non credo che tu possa essere al 100% del tuo potenziale a 24 anni. Aspiro a essere lì tra qualche anno”. Nessun dubbio sulla sua miglior versione, da raggiungere nei prossimi anni: “Voglio essere un giocatore che serve molto bene. Aggressivo, ma anche in grado di leggere ogni situazione. Però non ho il potere di prevedere il futuro”. 

Sinner ormai viene considerato, a pieno titolo, tra i più grandi sportivi italiani di tutti i tempi insieme ad Alberto Tomba, Valentino Rossi o Marco Pantani: “Felice di essere menzionato tra queste leggende, ma sono al vertice da due anni. Ne serviranno altri dieci per unirmi a loro”. 

 

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