(Adnkronos) – Un’esplosione di italianità , tra fuochi d’artificio e un abito da sposa con il tricolore che squarcia la scena. La prima semifinale dell’Eurovision Song Contest 2026 ha avuto un protagonista indiscusso: Sal Da Vinci. La sua performance, un mix di melodia classica, coreografia moderna e una potenza travolgente, ha conquistato l’Europa anche se la finalissima di sabato era già garantita. Un successo annunciato, anticipato da un video-spoiler delle prove diventato virale e da un entusiasmo crescente che lo posiziona tra i grandi preferiti. “È sempre tutto molto sorprendente per me”, commenta l’artista all’Adnkronos. Il vero carburante di questi giorni è l’incredibile affetto del pubblico, che ha premiato una scelta precisa: quella di riportare la tradizione in un contesto contemporaneo. “Siamo ritornati a portare su un palco internazionale la melodia”, spiega Sal Da Vinci. “La lingua italiana ha un suono meraviglioso. Dalla prima volta che sono arrivato qui per i party promozionali, ad Amsterdam e a Londra, tutti cantavano la mia canzone. I non italiani cantavano la mia canzone”. La prova definitiva? “Nella metro, mentre giravo dei reel, ho visto degli stranieri che mimavano i gesti della mia coreografia. La musica è così potente che riconcilia tutto”.Â
Questa identità affonda le radici nella grande tradizione partenopea, proprio mentre la canzone classica napoletana è in lizza per diventare patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. “La cultura di Napoli, e quindi dell’Italia, è riconosciuta nel mondo”, afferma con orgoglio. “La mia idea è sempre stata quella di lavorare con il cuore nel passato ma la testa nella modernità . Ecco perché abbiamo una danza moderna, ma una canzone all’italiana. La riconoscibilità che sta avendo il brano è sintomo che stiamo facendo gli italiani. E nessuno meglio di noi può fare l’italiano”.Â
Nonostante il brano ‘Per sempre sì’ sia il più ascoltato in streaming tra quelli in gara e i bookmaker lo diano sul podio, Sal Da Vinci scherma la pressione, riportando tutto alla sua essenza. “Io non ho mai guardato ai numeri. Penso alla performance, a rappresentare il mio paese nel miglior modo possibile”, dichiara. “So che c’è un sistema che si muove attraverso i numeri, è inutile prenderci in giro. Ma se partiamo dai numeri per fare musica, allora non abbiamo capito niente”. Â
Di fronte alle polemiche sulla presenza di Israele, che hanno portato cinque Paesi al ritiro, l’artista ribadisce la sua posizione con fermezza: “Io faccio musica, sono un venditore ambulante di sentimenti. Tutti abbiamo un cuore sanguinante, ma la musica per me è sempre stata portatrice di un messaggio di pace. Certo, non posso dire ‘sono felice e me ne frego di quello che sta accadendo’, questa consapevolezza la porto sul palco”. Poi distingue la natura dell’evento: “L’Eurovision non è le Nazioni Unite, ma un evento delle televisioni di stato. Ogni azienda, come la Rai, partecipa mandando il suo delegato a cantare. Non c’è altro”.Â
L’avventura eurovisiva è un ciclone di emozioni e fatica. “Vengo da una stanchezza disarmante, questo è un circo, un allenamento quotidiano”, ammette con sincerità . Ma tra un impegno e l’altro, trova il tempo di rifugiarsi nei sapori di casa, in un ristorante napoletano a Vienna. Il peso e l’onore di rappresentare l’Italia sono ben presenti: “Mi hanno dato una patente, mi hanno dato una macchina e devo saperla guidare”.Â
Un percorso incredibile per un artista che a Sanremo non partiva certo da favorito. “Le quote erano a 81”, ricorda. “Pensa quanto era alto, cioè ‘questo non vincerà mai’. E poi le cose sono cambiate. Ancora oggi non mi capacito”. Intanto, il futuro è già scritto. Il 29 maggio uscirà il suo nuovo album, “Per sempre sì”, un disco che descrive come “un concentrato di grandi sentimenti, di storie che mi appartengono e altre che ho preso in affidamento”. E poi un tour monumentale che, dopo il Canada, lo porterà in tutta Italia, fino alla storica tripletta all’Arena Flegrea di Napoli a settembre (25, 26 e 27), con due date già quasi sold out. Per poi proseguire in ottobre con il tour nei teatri. Ma il sogno più grande resta un altro: “La pace. Quello sarebbe veramente il più grande successo per l’umanità ”. (di Loredana Errico)Â
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