(Adnkronos) – “L’Italia porta con sé una vocazione marittima millenaria. Il mare è sempre stato spazio di comunicazione, scambio e crescita. Oggi, però, rappresenta anche un dominio strategico dal quale dipendono sicurezza, approvvigionamenti energetici, commercio, comunicazioni e sviluppo tecnologico. Il Mediterraneo non è più soltanto una definizione geografica: è uno spazio strategico esteso, che comprende Africa, Medio Oriente e rotte globali sempre più decisive. Uno scenario nel quale tensioni internazionali, crisi regionali e conflitti producono effetti immediati sulla vita economica e sociale dei nostri Paesi. Viviamo in un mondo profondamente interconnesso. Una crisi internazionale o un conflitto, anche lontano, possono incidere rapidamente sui costi dell’energia, dei carburanti, dei trasporti e delle catene logistiche globali. Le conseguenze ricadono direttamente sulle imprese, sul sistema produttivo e sulle famiglie. Lo abbiamo visto nel Mar Rosso con gli attacchi degli Houthi; lo stiamo vedendo in questi giorni con le tensioni e le criticità legate allo Stretto di Hormuz”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto, nel messaggio letto in occasione dell’assemblea pubblica Assiterminal nella sede della Camera di Commercio di Roma. Â
“Quando uno snodo strategico marittimo diventa instabile, l’impatto non resta confinato a una singola regione – continua – riguarda l’intera economia mondiale. Dal Mediterraneo al Mar Rosso, dall’Indopacifico fino all’Artico, ogni crisi conferma quanto il mare sia oggi centrale per la sicurezza, per l’energia, per il commercio e per le comunicazioni globali. In questo contesto, termini come interoperabilità , sostenibilità , digitalizzazione, intelligenza artificiale, robotica, cyber security e tecnologie quantistiche non rappresentano più concetti accessori, ma strumenti indispensabili per affrontare sfide sempre più complesse e interconnesse. Per questo la dimensione marittima non può essere interpretata esclusivamente in chiave militare. Essa costituisce una componente essenziale del Sistema Paese e richiede una responsabilità condivisa tra istituzioni, Forze Armate, infrastrutture portuali, industria, armatori e operatori logistici. La sicurezza dei nostri mari coincide sempre più con la sicurezza economica e strategica della Nazione. Oggi le minacce ibride dimostrano che, per colpire un Paese, non è necessario aggredirlo militarmente: è sufficiente ostacolarne i traffici commerciali, interrompere le catene logistiche, rallentare importazioni ed esportazioni, colpire infrastrutture critiche o sistemi digitali”.Â
“Per questo sicurezza e prosperità economica non sono dimensioni separate, ma profondamente interconnesse. E il futuro si giocherà anche nei fondali marini, dove si sviluppano nuove infrastrutture energetiche, digitali e strategiche. In tale scenario, la Marina Militare e le Forze Armate svolgono un ruolo fondamentale. Operano quotidianamente per garantire la tutela degli interessi nazionali, la libertà di navigazione e la presenza dell’Italia nelle aree più sensibili del mondo, contribuendo alla stabilità internazionale e alla deterrenza. Un impegno silenzioso ma essenziale, sul quale poggiano anche la crescita economica e la sicurezza del nostro Paese”.Â
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