Montepremi troppo bassi, Sabalenka e Paolini: “Possiamo boicottare gli Slam”

Montepremi troppo bassi, Sabalenka e Paolini: “Possiamo boicottare gli Slam”

(Adnkronos) –
Aryna Sabalenka, Iga Swiatek e Jasmine Paolini attaccano gli Slam e pensano al boicottaggio. Oggi, martedì 5 maggio, la tennista bielorussa e quella polacca hanno parlato in conferenza stampa agli Internazionali d’Italia 2026, commentando la lettera firmata, insieme a Jannik Sinner, Carlos Alcaraz e altri 20 tennisti, per lamentare i montepremi troppo bassi, soprattutto al Roland Garros, rispetto agli introiti in aumento. 

La prima a lanciare una vera e propria sfida è stata la numero 1 del mondo Wta Aryna Sabalenka: “Quando vedi i numeri degli Slam e quanto ricevono i giocatori, qualcosa non va. Penso che lo show sia incentrato su noi giocatori e giocatrici. Penso che senza di noi non ci sarebbe il torneo e di conseguenza non ci sarebbe l’intrattenimento”, ha detto la bielorussa in conferenza, “credo che meritiamo di ricevere una percentuale maggiore di premi”. 

Poi l’appello al resto dei giocatori del circuito e la proposta di boicottaggio: “Spero che le trattative che stiamo portando avanti, a un certo punto porteranno alla giusta decisione, con una soluzione che possa rendere tutti felici. Credo che a un certo punto arriveremo al boicottaggio, si”, ha continuato Sabalenka, “sento che sia l’unico modo di lottare per difendere i nostri diritti. Vedremo fino a che punto arriveremo, se si arriverà al punto che dovremo boicottare i tornei noi giocatori. Noi ragazze possiamo facilmente metterci d’accordo e portare avanti il boicottaggio, penso che quello che stiamo vivendo sia molto ingiusto verso noi giocatrici”. 

Una linea dura largamente condivisa, a partire da Jasmine Paolini: “Sicuramente è un tema che gira nello spogliatoio, credo che noi stiamo lottando perché ci sia una disposizione migliore e più corretta per i giocatori, anche rispetto alle pensioni e alla maternità”, ha detto la tennista azzurra in conferenza stampa, “queste sono cose che la Wta e l’Atp stanno facendo, ma non le stanno facendo i tornei del Grande Slam. Stiamo lottando per questo, la cosa positiva è che siamo tutti uniti. Gli Slam stanno alzando i montepremi, ma non in percentuale rispetto a quanto crescono i ricavi. Boicottaggio? Se siamo tutti d’accordo e siamo tutti uniti, e in questo momento lo siamo, penso che si possa arrivare al boicottaggio”. 

Più diplomatica, ma ugualmente ferma sul tema, la tennista polacca Iga Swiatek, numero 3 del mondo: “Credo che sia piuttosto ragionevole la nostra proposta, vogliamo avere una percentuale adeguata di montepremi. Parlare di aumento del montepremi non è corretto, perché in realtà la percentuale del montepremi rispetto ai ricavi continua a scendere”, ha spiegato Swiatek nella conferenza del Centrale, “la cosa più importante è avere la giusta comunicazione e discutere con chi governa questi tornei, provare a negoziare. Speriamo di avere questi incontri prima del Roland Garros e vedremo come andranno. Tra i top-20 abbiamo avuto spesso discussioni positive, non solo sui montepremi ma anche sulla guerra in Ucraina e durante il Covid. Boicottare i tornei però credo sia una soluzione estrema”. 

 

Jannik Sinner, Carlos Alcaraz e oltre venti tennisti hanno firmato una lettera per lamentarsi della mancata crescita del montepremi del Roland Garros, nonostante una crescita sostanziale dei ricavi, allargando in discorso a tutti gli Slam. Tra i firmatari anche Novak Djokovic, Aryna Sabalenka e Coco Gauff. 

I giocatori hanno voluto, nella dichiarazione congiunta, esprimere la loro delusione non solo per l’entità del montepremi in palio al Roland Garros, al via a fine mese, ma anche di tutti gli altri Slam. I tennisti hanno chiesto ancora una volta, come avviene da circa un anno, premi più equi ma anche maggiori tutele previdenziali e pensionistiche, così come voce in capitolo nelle scelte del calendario. 

Il mese scorso il Roland Garros ha annunciato un aumento del montepremi pari al 9,5%, portandolo così a un totale di 61,7 milioni di euro, con i vincitori che intascheranno 2,8 milioni. Ma non è abbastanza. Si tratta infatti di una cifra nettamente inferiore all’incremento del 20% messo in campo dagli Us Open nella scorsa edizione, pur constatando un sostanziale aumento dei ricavi. Secondo le stime dei giocatori inoltre, il montepremi equivale a circa il 15% del totale del fatturato del torneo, stimato per l’edizione 2026 intorno ai 400 milioni di euro. 

 

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