COMUNICATO STAMPA – CONTENUTO PROMOZIONALE
FARA IN SABINA (RI) – Fara in Sabina rientra ufficialmente nell’Associazione Nazionale Città dell’Olio. L’annuncio, formalizzato durante il convegno “Coltivare il futuro: agricoltura, innovazione, territorio” presso l’Abbazia di Farfa, segna il consolidamento della rete olivicola regionale che nel Lazio raggiunge oggi quota 55 realtà aderenti.
Il rientro di Fara in Sabina si inserisce in una fase di forte espansione della rete nazionale, che conta circa 600 realtà italiane, e segue le recenti adesioni di centri chiave come Fiano Romano, Castelnuovo di Porto, Itri e Rocca Massima.
Oltre al dato istituzionale, il convegno ha analizzato le nuove frontiere economiche del comparto. Il professor Andrea Colantoni (Università della Tuscia) ha illustrato il potenziale del carbon farming: gli oliveti non sono solo presidi culturali, ma asset ambientali capaci di generare crediti di carbonio attraverso l’assorbimento di CO₂, aprendo nuovi flussi di reddito per le aziende agricole.
Sono intervenuti inoltre Matteo Mancini sull’agricoltura rigenerativa come fattore di resilienza aziendale, Nicola Cinosi sull’ottimizzazione delle tecniche agronomiche ed Eddo Rugini per l’analisi biotecnologica. Hanno partecipato ai lavori anche Simone Fratini, Sabina Granieri, Daniela D’Ovidio ed Eleonora Berni.
“L’agricoltura è una leva strategica: significa identità, economia e futuro”, ha dichiarato Roberta Cuneo, Sindaco di Fara in Sabina e Presidente della Provincia di Rieti. “Il nostro impegno è sostenere le imprese verso modelli innovativi e competitivi”.
Pamela Martini, Consigliere con delega all’Agricoltura e moderatrice dell’incontro, ha sottolineato: “Questo convegno nasce per costruire un confronto concreto. Fare rete e condividere competenze è l’unica via per rendere il settore sostenibile”.
Il Vicepresidente dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio, Alfredo D’Antimi, ha concluso i lavori delineando le prossime azioni di marketing territoriale, che includono la formazione nelle scuole e l’introduzione della “carta degli oli” nella ristorazione professionale, per equiparare la cultura dell’extravergine a quella enologica.
L’edizione 2026 della Fiera di Farfa consolida il proprio ruolo di riferimento per il settore agricolo e turistico, con 5.000 presenze registrate nelle due giornate dell’evento e 24 edizioni che certificano la storicità e la continuità della manifestazione. I ristoranti del borgo hanno registrato il tutto esaurito, con prenotazioni per entrambe le giornate, mentre anche gli esercizi commerciali locali hanno beneficiato in modo significativo dell’afflusso di visitatori.
Nel corso delle due giornate, la XXIV edizione ha proposto un programma ricco e articolato che ha animato l’intero borgo con attività rivolte a un pubblico eterogeneo. Accanto all’esposizione e vendita di prodotti agroalimentari del territorio e della Regione Lazio, con un’ampia area degustazioni realizzata in collaborazione con Campagna Amica Coldiretti e il Consorzio Sabina DOP, e alla presenza dell’area food truck, i visitatori hanno partecipato a numerose esperienze tra cultura, tradizione e intrattenimento. Complessivamente si sono registrate 63 aziende espositrici, 4 laboratori tematici, 2 mostre, 1 convegno, 4 spettacoli itineranti e 2 sportelli informativi dedicati.
Tra le attività più apprezzate, la rievocazione medievale con dimostrazioni e prove di tiro con l’arco in collaborazione con il CUS Roma, le passeggiate culturali “Camminata nell’arte” a cura della FIPTES e la visita guidata con il Prof. Vittorio Maria De Bonis, che hanno coinvolto circa 500 partecipanti. Grande partecipazione anche per i laboratori esperienziali, dal laboratorio di pasta fatta a mano con l’azienda agricola Talocci al laboratorio tessile a cura di Elisabetta Scipioni di C’era un Tessuto, oltre alla “Scuola di Insetti” organizzata dall’Istituto Professionale per l’Agricoltura Aldo Moro e alla mostra di attrezzature agricole antiche curata dall’Associazione Civiltà Rurale Valle del Tevere ETS.
Il programma è stato arricchito da momenti di spettacolo e intrattenimento, con quattro spettacoli itineranti tra la musica della Street Band Smilf, le esibizioni del Gruppo Folkloristico Città di Cures guidate da Tiziana Tidona e le attività di animazione per bambini curate da Bamby. Durante entrambe le giornate sono stati attivati due punti di ascolto: uno dedicato all’iniziativa “5R Evolution”, che ha promosso lo scambio e la donazione di oggetti in linea con i principi della sostenibilità e del riuso promossa da Udicon e Road to green, e uno dell’Associazione Consumerismo, a supporto dei cittadini. Ai dottori agronomi e forestali sono stati riconosciuti i crediti formativi come da normativa Conaf durante il convegno “Coltivare il futuro: agricoltura, innovazione, territorio”.
L’iniziativa, organizzata dall’amministrazione locale, si è svolta con il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, del Ministero del Turismo, della Provincia di Rieti e della Riserva Naturale Regionale Nazzano Tevere Farfa, con il contributo di Arsial.
Un calendario fitto che ha saputo coniugare tradizione e innovazione, valorizzando il territorio e offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva tra cultura, gusto e identità locale.
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