(Adnkronos) –
Sarà il primo faccia a faccia in Aula dopo il referendum. Il primo in cui la premier Giorgia Meloni si presenta in Parlamento dopo una sconfitta. E le opposizioni attendono la presidente del Consiglio al varco. “Fallimento”, è la parola d’ordine. Nei capannelli a Montecitorio, i deputati della minoranza si aspettano una ‘mossa’ da Meloni oggi. Â
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“Arriverà con qualcosa in mano”, è la previsione. Un tentativo di rilancio. Per Matteo Renzi, Meloni proverà a farlo sul versante della politica estera. “Se la conosco proverà a buttarla sulla politica estera. Del resto per lei le conseguenze politiche del referendum si esauriscono nelle dimissioni di Daniela Santanchè e questo le basta”, osserva Renzi che interverrà nel dibattito dopo l’informativa della premier, come faranno anche tutti gli altri leader da Elly Schlein a Giuseppe Conte. C’è, invece, chi ipotizza una mossa sul fronte dei problemi interni. Ma qualsiasi cosa si inventerà , si osserva tra i Dem, “per noi cambia poco, Il bilancio è chiaro ed è negativo”. E le opposizioni, a un anno dalla fine della legislatura, sono pronte a presentare il conto. Â
Dice il capogruppo al Senato, Francesco Boccia: “Giorgia Meloni verrà in Aula. Per lei doveva essere il primo step del rilancio, per noi deve essere il momento in cui sveliamo definitivamente e certifichiamo l’inadeguatezza e il fallimento del governo sul piano economico: crescita zero, il rapporto deficit/Pil resta sopra il 3%, il costo dei carburanti resta alto”. E anche se il registro della premier dovesse essere quello della ‘coesione’, dell’evocazione di un clima da unità nazionale – “e sarebbe un unicum viste le provocazioni in aula di questi anni” – o magari aprire su “qualcosa di nostro”, come il salario minimo che il governo potrebbe adottare per alcune categorie, per le opposizioni sarebbe comunque un appello fuori tempo massimo. “Sono quattro anni che ci sbattono la porta in faccia, pure la legge elettorale se la sono cucinata da soli, chiusi in una stanza a via della Scrofa. La verità -si riflette tra i dem- è che avevano la maggioranza per fare qualsiasi cosa. Ma le uniche due riforme che hanno fatto, una l’ha bocciata la Consulta e l’altra gli italiani. E ora non resta che il nulla”. Â
Per il leader M5S, Giuseppe Conte, Meloni deve assumersi la “responsabilità ” degli “errori” commessi in questi anni, a partire dal rapporto con Donald Trump. “Lo ha assecondato in tutto. Però assecondandolo in tutto ha preferito l’affinità ideologica rispetto agli interessi nazionali perché ha promesso acquisto di gas americano, che è costosissimo, e l’acquisto di armi. Noi non abbiamo più crescita ormai, siamo un Paese in ginocchio per fare cosa, per farci dare una carezza da Trump?”, attacca l’ex-premier. “Hanno detto che non mollano quella poltrona. Ma allora si assumano la responsabilità di rimediare agli errori. Oggi, dopo quattro leggi di bilancio e quattro anni di governo possiamo dire che si devono assumere delle responsabilità ?”. Â
In vista dell’informativa della premier Meloni oggi a Camera e Senato, il Pd ha riunito i gruppi. “Se non ci fosse stata la guerra – ha detto Boccia alla riunione dei senatori Dem – il governo sarebbe già in crisi. Il governo tra foto, ministri in difficoltà e dimissioni è logorato. Siamo davanti all’ultimo anno di legislatura. Il bene prezioso che abbiamo è l’unità del nostro partito. La nostra unità contro le loro divisioni può essere la leva su cui costruire, con le altre opposizioni, la base di un lavoro comune per domani”. Â
Stesso registro a Montecitorio con la presidente dei deputati dem, Chiara Braga: “Meloni dovrebbe prendere atto che questa legislatura è stato un grande fallimento. In questi anni non sono arrivati risultati concreti per gli italiani. Si erano dichiarati pronti, si sono dimostrati incapaci”. Â
“E sul piano internazionale la linea di appiattimento a Trump ha portato non solo caos globale ma anche a danni gravissimi per il nostro Paese. Vedremo se domani Meloni avrà l’umiltà di fare autocritica. La aspettiamo per capire se finalmente abbandonerà la propaganda e tornerà a occuparsi dei problemi degli italiani”. Come il caro prezzi. Scrive Renzi nella eNews: “Continuano a raccontarci che va tutto bene e nel frattempo non si sono accorti nemmeno delle revisioni Istat sul potere d’acquisto. Che cosa significa? Che l’Istat ha dato numeri sul potere d’acquisto del tutto sballati nei mesi scorsi. Quindi quando la Meloni andava in tv a dire che il potere d’acquisto era aumentato e voi vi sentivate strani, sbagliati, fuori posto pensando all’ultima spesa all’Esselunga o all’ultimo acquisto in centro, bene, sappiate che chi sbagliava era la Meloni, non voi”. Â
Avs chiede interventi sul fronte del caro energia. Dice Nicola Fratoianni: “Si tratta di intervenire subito con forza sugli extra profitti e sul superamento dell’utilizzo delle energie fossili. E se qualcuno, in queste ore Salvini, chiede la deroga al patto di stabilità vorrei ricordargli che quel Patto lo hanno firmato loro, quando noi li avvertivamo in tutti i modi che sarebbe stato un grave errore”. E poi il versante internazionale. La “sudditanza”a Trump, le dichiarazioni di Meloni sul Nobel per la Pace e pure quel ‘non condanno e non condivido’ sull’attacco all’Iran su cui le opposizioni non faranno sconti. “Giorgia Meloni – dice Angelo Bonelli – si è chinata alla logica della supremazia del più forte, quella imposta da Trump, contribuendo alla demolizione del diritto internazionale invece di difenderlo”. Â
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