Addio a Nanni Cagnone, il poeta e scrittore aveva 86 anni: il post di Vasco Rossi

Addio a Nanni Cagnone, il poeta e scrittore aveva 86 anni: il post di Vasco Rossi

(Adnkronos) –
E’ morto a 86 anni, dopo una lunga malattia, Nanni Cagnone, poeta e scrittore tra i più originali e innovativi degli ultimi decenni, voce visionaria della poesia contemporanea, che intendeva la versificazione come “pausa tra noi e il mondo”. La notizia della scomparsa, come riporta l’Adnkronos, è stata data dal Comune di Bomarzo (Viterbo). “Nanni era un nostro illustre concittadino, con una personalità discreta e riservata. Lo ringraziamo per la sua produzione letteraria. Alla moglie Sandra le nostre sentite condoglianze”, si legge in un post sul canale Facebook ufficiale dell’Amministrazione comunale.  

Nato a Carcare (Savona) il 10 aprile 1939, figlio del medico Giuseppe Cagnone e di Maria Luisa Landini, fratello dell’artista Angelo Cagnone, Nanni Cagnone aveva iniziato la sua carriera poetica nel 1954 e nel corso della sua vita ha prodotto una vasta opera che spazia dalla poesia al romanzo, dal teatro ai saggi e aforismi. Tra le sue opere più significative si ricordano “I giovani invalidi” (Lerici, 1967) e le più recenti, tutte pubblicate da Lavis, “Discorde” (2015), “Tornare altrove”, “La genitiva terra” (2019), “Mestizia dopo gli ultimi racconti (2019), “Accoglimento (Lavìs 2020) “Ex Animo (Lavìs 2020), “Sterpi e fioriture (2021), “Carmina. Poemi 1979-2017” (2022), “Comuni smarrimenti” (2023), “Sans-Gene” (2023) e “Esito” (2024).  

Dopo aver studiato filosofia a Roma, Genova e Bologna, Cagnone ha avuto una carriera poliedrica: redattore e direttore di collana alla casa editrice Lerici, specializzata in poesia, fondatore della casa editrice Coliseum, docente di estetica alle Accademie di Carrara e di Brera e alla Scuola Politecnica di Design, collaboratore di giornali e riviste italiane e straniere, curatore di esposizioni e promotore di seminari e festival poetici internazionali. Le sue opere, apprezzate per la densità meditativa e la fusione tra mitologia e modernità, hanno ispirato anche compositori di musica contemporanea, come il norvegese Harald Sæther. Cagnone è stato insignito, tra gli altri riconoscimenti, del Premio Napoli nel 2019 e del Premio Fondazione Roma 2025. La sua poetica, come da lui stesso definita, rappresenta una riflessione profonda sul senso della poesia: “Poesia è questa pausa, o lacuna, fra noi e il mondo, oggetto perduto in casa del desiderio, sentimento interrotto per cui sembra non vedendo intravedere”. (di Paolo Martini) 

 

Dopo aver studiato filosofia a Roma, Genova e Bologna, Cagnone ha avuto una carriera poliedrica: redattore e direttore di collana alla casa editrice Lerici, specializzata in poesia, fondatore della casa editrice Coliseum, docente di estetica alle Accademie di Carrara e di Brera e alla Scuola Politecnica di Design, collaboratore di giornali e riviste italiane e straniere, curatore di esposizioni e promotore di seminari e festival poetici internazionali. Le sue opere, apprezzate per la densità meditativa e la fusione tra mitologia e modernità, hanno ispirato anche compositori di musica contemporanea, come il norvegese Harald Sæther. Cagnone è stato insignito, tra gli altri riconoscimenti, del Premio Napoli nel 2019 e del Premio Fondazione Roma 2025. La sua poetica, come da lui stesso definita, rappresenta una riflessione profonda sul senso della poesia: “Poesia è questa pausa, o lacuna, fra noi e il mondo, oggetto perduto in casa del desiderio, sentimento interrotto per cui sembra non vedendo intravedere”.  

 

“Se n’è andato Nanni Cagnone…Un grande poeta e scrittore libero, sopra le righe e fuori dagli schemi”. Comincia così il post di Vasco Rossi su Instagram, accompagnato da foto e video del rocker insieme all’artista. Vasco ricorda ancora: “Ha scritto una bellissima prefazione per il mio libro ‘Vivere | Living’ (ideato e pubblicato dal celebre gallerista modenese Emilio Mazzoli e tradotto in inglese dal poeta americano della Beat Generation Paul Vangelisti). Ho avuto un grande piacere e onore di avere Nanni Cagnone con me sul palco al Teatro Storchi di Modena dove abbiamo presentato questo libro insieme a Arturo Bertusi. Ho provato subito affinità elettiva con Nanni Cagnone, una persona simpaticissima e molto ironica”. 

“È stato proprio lui – prosegue il cantautore – a definire i testi delle mie canzoni come ‘liriche’ perché non sono solo parole o testi..ma poesie musicate. Nella sua prefazione – ricorda ancora Rossi – Nanni Cagnone ha scritto: ‘Vasco ed io abbiamo in comune una vita avventurosa: stravaganze, ateismo, sigarette, anarchia, una solenne propensione per le donne, studi interrotti e scoraggianti esperienze in collegi salesiani. Preferisco dire: abbiamo in comune la non-sudditanza, ossia una passione per la libertà’. Grazie di tutto, Nanni”, conclude. (di Paolo Martini)
 

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