Giuli a New York recupera l’Ecce Homo di Antonello da Messina e inaugura la mostra su Raffaello

Giuli a New York recupera l’Ecce Homo di Antonello da Messina e inaugura la mostra su Raffaello

(Adnkronos) – Un pannello di Antonello da Messina, dipinto su entrambi i lati e largo poco più di trenta centimetri, ha portato ieri il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, a New York. Ma la giornata è diventata qualcosa di più: diciassette beni culturali restituiti all’Italia e l’inaugurazione della più grande mostra mai dedicata a Raffaello negli Stati Uniti. La mattinata è iniziata a Columbus Circle, dove Giuli ha deposto una corona ai piedi della statua di Cristoforo Colombo, simbolo della comunità italoamericana, anche se negli Stati Uniti è una figura controversa, amata dalla destra (Trump ha appena messo una statua di Colombo davanti alla Casa Bianca) e odiata da chi si batte per i diritti delle minoranze. Da lì si è spostato a Lower Manhattan per partecipare, nell’ufficio del Procuratore distrettuale di Manhattan, alla cerimonia di restituzione di diciassette beni culturali italiani.  

“Dal 2021 ad oggi, gli Stati Uniti hanno restituito all’Italia oltre 900 opere d’arte e beni archeologici. Una buona parte di esse sono rientrate da New York grazie all’attività investigativa svolta dall’Ufficio del Procuratore di Manhattan in collaborazione con i Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale. La cerimonia odierna ne è una testimonianza concreta”, ha dichiarato Giuli, che ha ricordato il rinnovo per cinque anni, lo scorso 5 dicembre, del Memorandum di intesa tra Italia e Stati Uniti sull’imposizione di limitazioni all’importazione di materiale archeologico: “Uno strumento essenziale per la tutela del patrimonio culturale, per il contrasto al crimine organizzato transnazionale e per lo sviluppo di un sano mercato dell’arte”.  

Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, Matthew Bogdanos, capo della Antiquities Trafficking Unit, e l’ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti Marco Peronaci. Tra i beni restituiti ci sono nove reperti archeologici romani ed etruschi già al Metropolitan Museum, una lettera del segretario di Alfonso I d’Este a Lodovico Ariosto conservata alla Morgan Library, sei volumi a stampa in caratteri cinesi della collezione Japonica-Sinica risalenti al XVI e XVII secolo, e un volume ebraico del 1622 sottratto dalle truppe naziste nell’ottobre 1943. Negli anni l’unità guidata da Bogdanos ha restituito all’Italia opere per un valore complessivo di 80 milioni di dollari.  

 

Sempre nella mattinata Giuli si è spostato nella sede newyorkese di Sotheby’s, l’edificio al 945 di Madison Avenue progettato nel 1966 dall’architetto brutalista Marcel Breuer, già sede del Whitney Museum, per la chiusura formale dell’acquisto dell’Ecce Homo di Antonello da Messina. Lì ha visto per la prima volta dal vivo il pannello devozionale dipinto da entrambe le parti: sul fronte l’Ecce Homo, con Cristo coronato di spine, sul retro San Girolamo penitente in un aspro paesaggio roccioso. L’opera era stata acquistata poche settimane prima dalla Direzione generale Musei per 14,9 milioni di dollari. “C’è grande soddisfazione per il ministero della Cultura e per i cittadini italiani. Ci stiamo impegnando per rafforzare il patrimonio e questo quadro eccezionale mostra come i soldi dei cittadini siano ben spesi. Siamo impegnati per il patrimonio comune, affinché valga sempre di più”, ha detto Giuli.  

Il dipinto è uno dei quattro Ecce Homo attribuiti al pittore siciliano e si inserisce in una serie di varianti dello stesso tema realizzate da Antonello nel corso della sua attività, tra cui quelle conservate al Metropolitan Museum di New York, a Palazzo Spinola a Genova e al Collegio Alberoni di Piacenza. Le lievi abrasioni sulla superficie pittorica sono riconducibili alla pratica del bacio dell’immagine, a testimonianza della funzione devozionale privata cui era destinato. Il quadro rientrerà in Italia nei prossimi giorni. “I soldi dei cittadini vanno sempre ben spesi, vale a dire impegnati per il patrimonio comune di tutti gli italiani. Sono investimenti che vanno ad arricchire la nostra enorme ricchezza culturale. Questo quadro non potrà che valere sempre di più in un patrimonio come quello italiano che esprime già un valore incommensurabile”, ha aggiunto il ministro. Nei mesi scorsi alcuni esponenti del Partito Democratico siciliano avevano chiesto alla Regione di riportare l’opera a Messina, città del pittore e già sede di due delle quaranta opere a lui attribuite. Giuli ha chiarito che la residenza ufficiale sarà il Museo dell’Aquila, quest’anno capitale italiana della cultura: “Ma non avrà un domicilio fisso. Viaggerà in tutta Italia”.  

In serata Giuli ha concluso la sua visita al Metropolitan Museum per l’inaugurazione della mostra Raphael: Sublime Poetry, che raccoglie oltre 200 opere tra disegni, dipinti, arazzi e arti decorative. La voce narrante dell’audioguida è quella di Isabella Rossellini. Il percorso espositivo parte dalla giovinezza di Raffaello a Urbino e si chiude con gli anni romani, quando l’artista diventa una delle figure centrali del Rinascimento. “Siamo onorati di una mostra a New York: l’arte è una lingua universale che tende a unire tutti. E noi siamo avvantaggiati perché siamo i depositari di un patrimonio unico”, ha detto Giuli. Interpellato sulla polemica relativa al padiglione russo alla Biennale di Venezia, il ministro ha preferito non rispondere: “Non è questo il giorno, siamo qui per celebrare la bellezza e l’arte italiana”. (di Angelo Paura) 

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