Migranti, Unhcr: “Per minori non accompagnati accoglienza qualificata e percorsi su misura”

Migranti, Unhcr: “Per minori non accompagnati accoglienza qualificata e percorsi su misura”

(Adnkronos) – “Per noi di Unhcr i minori stranieri non accompagnati sono innanzitutto ragazzi e ragazze che vanno accolti, protetti e messi nelle condizioni di costruire il proprio futuro”. Così Marco Notarbartolo, funzionario Unhcr, a margine della visita al centro di Sicignano degli Alburni, nell’ambito del progetto “Rafforzare i servizi di Accoglienza e Protezione per i Minori non Accompagnati in Italia”, promosso con il ministero dell’Interno e sostenuto dalla Svizzera. 

“Il progetto che stiamo portando avanti con il supporto svizzero – spiega – va esattamente in questa direzione: rafforzare le attività dei centri, dall’informativa legale al supporto psicosociale, e accompagnare questi ragazzi nell’accesso ai loro diritti e alle opportunità di integrazione in Italia”. Un lavoro costruito in stretta collaborazione con le istituzioni e con gli operatori sul campo. “Lavoriamo fianco a fianco con il ministero dell’Interno e con il Dipartimento per le Libertà civili e l’immigrazione, oltre che con il personale dei centri, per rendere l’accoglienza sempre più qualificata e capace di rispondere ai bisogni reali”, aggiunge. 

“La preoccupazione principale di molti di questi giovani – sottolinea Notarbartolo – è avere la possibilità di integrarsi, studiare, trovare un lavoro e farlo in condizioni di sicurezza. Molti arrivano completamente soli, senza reti di supporto, e per questo è fondamentale una risposta istituzionale forte che garantisca un luogo sicuro e l’accesso ai servizi”. 

 

Il progetto, avviato nell’ottobre 2024, coinvolge decine di strutture in tutta Italia e si inserisce in un contesto in cui i numeri restano significativi. “I minori stranieri non accompagnati rappresentano una quota rilevante degli arrivi via mare – evidenzia – Nel 2025 sono stati quasi il 20% del totale. Parliamo di una categoria particolarmente vulnerabile, che richiede interventi mirati e continui”. 

Da qui la necessità di rafforzare le reti di protezione. “È fondamentale che le istituzioni continuino a investire per creare sistemi di supporto solidi, capaci di accompagnare questi ragazzi nel loro percorso di crescita e autonomia – prosegue – Il lavoro che portiamo avanti con il sostegno della Svizzera va proprio in questa direzione”. 

“In un contesto internazionale segnato da conflitti, instabilità e migrazioni forzate – conclude Notarbartolo – questo tipo di intervento è essenziale. E la cooperazione tra istituzioni, organizzazioni internazionali e operatori è la chiave per offrire risposte efficaci e sostenibili e per garantire a questi giovani una reale possibilità di futuro”. 

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