Capodanno persiano e fine Ramadan, l’Iran celebra Nowruz e Eid tra guerra e antiche tradizioni

Capodanno persiano e fine Ramadan, l’Iran celebra Nowruz e Eid tra guerra e antiche tradizioni

(Adnkronos) –
Il Ramadan si è appena concluso e in Iran le celebrazioni di Eid al-Fitr coincidono quest’anno con Nowruz, il Capodanno persiano. La festività, da sempre tra le più attese, cade nel mezzo di un contesto di conflitti e crisi economica. Nonostante gli incessanti raid israeliani e americani iniziati il 28 febbraio e la difficile situazione interna, le famiglie iraniane continuano a preparare tavole imbandite, decorazioni e dolci tradizionali, simboli di rinascita e prosperità. 

Il bazar di Teheran è pieno di prodotti tipici, dai giacinti alle uova colorate. Ma per molti i costi sono proibitivi, racconta la Cnn, perché non è cambiato nulla dalle proteste che esplosero alla fine dello scorso dicembre. Iniziate per chiedere condizioni di vita migliori, sono finite nel sangue: poco più di tremila i morti, secondo Teheran. Settemila, stando a Hrana, con sede negli Usa. 

Nowruz è una festività che viene celebrata anche in Afghanistan, in alcune Repubbliche ex sovietiche dell’Asia centrale come l’Azerbaigia. Eredità del periodo zoroastriano, è un momento di riunione di famiglia, tradizionalmente davanti a una tavola imbandita. Tra i simboli ci sono i pesci rossi, che rappresentano vitalità e prosperità, e la candela, la luce. Sulla tavola – su cui non devono mancare sette oggetti il cui nome inizia con il ‘sin’, la lettera ‘S’ in lingua farsi – c’è anche uno specchio, in guardarsi per fare i conti con la coscienza. Grande spazio riservato ai dolci, perché la vita, nell’anno che inizia, non porti solo amarezze. E poi le uova colorate, simbolo della fertilità, e il senjed, frutto che tradizionalmente simboleggia l’amore. I festeggiamenti solitamente culminano con Sizdah Bedar, la scampagnata del tredicesimo giorno dell’anno nuovo. 

 

Nowruz quest’anno coincide con Eid al-Fitr, che segna invece per i musulmani la fine del mese di digiuno di Ramadan e apre il mese di Shawwal. E’ la seconda festa più importante dell’Islam, dopo Eid al-Adha, la ‘Festa del Sacrificio’, che mette fine al pellegrinaggio ‘Hajj’. I musulmani celebrano l’Eid al-Fitr iniziando con la preghiera del mattino e si scambiano gli auguri di “Eid Mubarak”, di ‘buona festa’. 

 

Celebrazioni difficili per molti con l’ultima escalation militare tra Afghanistan e Pakistan – fermata da una fragile tregua in occasione di Eid al-Fitr – e con la guerra che continua in Medio Oriente, con gli incessanti raid iraniani, israeliani e americani. 

Proseguono gli attacchi e crescono i bisogni umanitari. In Libano, secondo dati del governo, dal 2 marzo si contano più di mille morti e gli sfollati sono più di un milione. Qui nel mirino di operazioni israeliane ci sono sempre gli Hezbollah. Nella Striscia di Gaza, avverte l’Unrwa, continuano a crescere i bisogni umanitari dopo che l’enclave palestinese è stata martellata per mesi da operazioni militari israeliane contro Hamas e altri gruppi, scattate dopo la strage del 7 ottobre 2023 in Israele. Intanto Emirati arabi uniti, Qatar, Kuwait e Arabia Saudita sono i Paesi fra i più colpiti dalla rappresaglia iraniana. 

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