“Servo”, “pavido”, “gay fascista”: insulti e minacce social a Diaco dopo l’endorsement per il ‘Sì’ al referendum

“Servo”, “pavido”, “gay fascista”: insulti e minacce social a Diaco dopo l’endorsement per il ‘Sì’ al referendum

(Adnkronos) – “Servo”, “coglione”, “leccaculo”, “sempre stato una merda”, “ridicolo”, “imbarazzante”, “pavido”, “sei solo un aiutante dei corrotti, corruttori e malavitosi”, “prendilo nel c..”, “I gay fascisti come lui andrebbero…”. Il conduttore Rai Pierluigi Diaco è da ieri destinatario di una campagna di odio verbale, condito da velate minacce, dopo la dichiarazione che ha rilasciato in esclusiva all’Adnkronos.  

L’odio social è testimoniato anche dalla centinaia di messaggi violenti comparsi a commento della sua dichiarazione nei post pubblicati sui canali dell’agenzia. Contattato dall’Adnkronos, Diaco sottolinea: “Non commento i social. Che dicano quello che vogliono. Io ho detto pubblicamente la mia con educazione”. 

 

“Sono solidale con Pierluigi Diaco per le minacce e i gravi insulti, anche omofobi, che sta subendo soltanto per aver detto che voterà SÌ al referendum sulla giustizia. La libertà di espressione è l’essenza della democrazia, così come rispettare le opinioni altrui. Chi vota SÌ non deve aver paura di dirlo, anche questa è una forma di giustizia”, commenta su X Antonio Tajani, vicepremier e leader di Forza Italia, in riferimento agli insulti che il conduttore della Rai ha ricevuto. 

 

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