Referendum giustizia, il sondaggio: testa a testa sì al 50,5% e no al 49,5%

Referendum giustizia, il sondaggio: testa a testa sì al 50,5% e no al 49,5%

(Adnkronos) –
Testa a testa tra sì e no a meno di 20 giorni dal referendum sulla riforma della giustizia. Il duello all’insegna dell’equilibrio, con meno di un punto di differenza, è descritto dal sondaggio dell’Istituto ‘Only Numbers’ (Alessandra Ghisleri) per Porta a Porta. “Il 38% degli italiani dichiara che il 22 e il 23 marzo andrà a votare per il referendum confermativo sulla riforma della giustizia, non andrà il 21%, indecisi il 41%”, è la premessa, che evidenzia l’affluenza estremamente bassa e il ruolo chiave degli indecisi: sono tantissimi, a giudicare dal sondaggio, i potenziali elettori che non hanno scelto se votare o meno. 

Tra chi andrà alle urne, “il 47,9% voterebbe sì alla conferma della legge di riforma della giustizia. Erano il 47,2% nella scorsa rilevazione del 16 febbraio, mentre il 47% voterebbe no, quindi per l’abrogazione (erano il 43,1%). In percentuale il sì è dato al 50,5% mentre il no si attesta al 49,5% ( 0,3% le schede bianche, 4,8% ancora non sa se voterà si, no o bianca)”. 

 

Alla domanda “la legge prevede l’introduzione di due diversi Consigli superiori della magistratura, composti rispettivamente da pubblici ministeri e da magistrati giudicanti, entrambi presieduti dal presidente della Repubblica, lei è favorevole o contrario?” risponde “favorevole il 43,4% degli intervistati, contrario il 39,8%, non sa il 16,8%”. 

Alla domanda, invece “i due Consigli superiori saranno composti per due terzi da magistrati sorteggiati all’interno della categoria e per un terzo da professori universitari o avvocati con almeno 15 anni di attività professionale, sorteggiati all’interno di un elenco approvato dal Parlamento in seduta comune” sono favorevoli il 41,2% degli intervistati, contrari il 41%, indecisi o non sanno il 17,8%”.  

Infine, alla domanda “la legge prevede che i magistrati vengano giudicati da un’alta corte disciplinare, composta da 15 membri, tre nominati dal presidente della Repubblica, tre da professori universitari e avvocati con almeno 20 anni di anzianità estratti a sorte in un elenco approvato dal Parlamento in seduta comune e a nove magistrati estratti a sorte tra i pubblici ministeri e i magistrati giudicanti”, è favorevole il 43,9% degli italiani, contrario il 38,4%, non sa il 17,7%. 

politica

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