Posa della prima pietra del nuovo oratorio di Olgiate Comasco

Posa della prima pietra del nuovo oratorio di Olgiate Comasco

COMUNICATO STAMPA – CONTENUTO PROMOZIONALE

 

 

Olgiate Comasco, 2 marzo 2026.Campane a festa, mentre il cardinale Oscar Cantoni imbraccia una vanga e copre di terra la prima pietra del nuovo oratorio, posata sul vecchio campo da calcio. Momento storico per la comunità parrocchiale di Olgiate Comasco: nel tardo pomeriggio di domenica primo marzo cerimonia memorabile, incorniciata dal corale applauso dei giovani, delle associazioni, delle autorità e delle Forze dell’ordine presenti. Molteplici i motivi per l’esultante scampanio. A partire dall’ulteriore passo compiuto verso la realizzazione della grande opera, per cui da tre anni la Commissione di lavoro – coordinata da Vittore De Carli – della parrocchia dei Santi Ippolito e Cassiano sta curando ogni dettaglio del costruendo oratorio San Giovanni Bosco. Opera attesa, un impegno notevole – circa 4 milioni di euro, per l’80% già coperti – che mette al centro la progettazione focalizzata sull’inclusività. La volontà, esplicitata una volta di più, è quella di creare un luogo che non sia semplicemente un edificio bello ma sappia accogliere persone, senza lasciare indietro nessuno. La cerimonia di posa della prima pietra ha visto il parroco don Flavio Crosta, il vicario don Pietro Grandi e il collaboratore don Alberto Dolcini accogliere, insieme al vicario foraneo don Sandro Vanoli, gli ospiti intervenuti: la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, la viceprefetto Anna Lucrezia Loizzo, il presidente della Provincia di Como Fiorenzo Bongiasca, il sindaco Simone Moretti, l’assessore regionale Alessandro Fermi, la consigliera regionale di maggioranza Marisa Cesana, il consigliere regionale di minoranza Angelo Orsenigo, il consigliere di Fondazione Cariplo Enrico Lironi, il presidente di BCC Cantù Angelo Porro e il direttore generale di BCC Cantù Massimo Dozio. Proprio Regione Lombardia, Fondazione Cariplo e BCC Cantù credono fortemente nel progetto e hanno scelto di sostenerlo economicamente. All’arrivo, il cardinale Cantoni, vescovo della diocesi di Como, ha salutato innanzitutto ragazze e ragazzi, «battendo il cinque» in risposta al caloroso benvenuto. La ministra Locatellli ha messo l’accento sulla valenza dell’opera: «Vuole essere un punto di riferimento per tutti, dal punto di vista del progetto di vita delle persone. Stiamo andando in questa direzione: far emergere le potenzialità delle persone, non dobbiamo vedere i limiti. Dobbiamo guardare le capacità, le competenze e i talenti, trovare luoghi come questo che siano in grado di offrire opportunità». Giulia Grisetti, a nome del centinaio di ragazze e ragazzi intervenuti, ha definito l’oratorio come un luogo di crescita umana e spirituale: “Per tanto tempo siamo stati un oratorio che non c’era. Solo desiderio. Ci siamo riscoperti comunità. Senza muri abbiamo imparato a tenerci insieme. Senza tetto abbiamo imparato a farci casa. Abbiamo capito che un oratorio non inizia dal cemento ma dallo sguardo di chi vede in un ragazzo qualcosa per cui vale la pena spendersi”. Pietro Castellini ha dato lettura del messaggio di Papa Leone XIV. Benedetta dal cardinale e posata da due giovani dell’oratorio, la prima pietra è stata coperta di terra e applausi. Poi la messa nella chiesa parrocchiale dei Santi Ippolito e Cassiano, presieduta dal vescovo di Como. «Avanti, dunque, per una nuova partenza, con la stessa fede di Abramo, come abbiamo ascoltato nella prima lettura – l’omelia del cardinale – Chiamato a lasciare la propria terra e il suo contesto di vita, Abramo, nostro padre nella fede, si è lasciato condurre e portare là dove il Signore Dio lo ha portato. Anche noi possiamo metterci di nuovo in cammino come frutto di questa giornata. Con la benedizione della prima pietra del nostro oratorio, ambiente educativo a tutto campo, ci siamo proiettati in avanti, a beneficio delle generazioni che verranno, perché trovino un terreno adatto e possano sperimentare anch’essi la gioia di seguire Gesù, dono trasmesso dai loro padri. Come è stato sottolineato, l’oratorio non è solo un luogo di svago, ma uno spazio abitato da chi vuole affrontare le sfide del presente e si progetta il futuro. In un tempo di tanta aridità spirituale, già fin d’oggi, non mancano tuttavia persone, anche giovani, che si mettono alla ricerca di Dio, che desiderano attingere alle vere sorgenti della vita, mentre cercano un senso per la propria esistenza, chi ha sete profonda di verità e di amore. E noi sappiamo che queste due caratteristiche (verità e amore) non sono mete ideali, piuttosto sono incarnate nella persona viva di Gesù Cristo, colui nel quale abbiamo posto la nostra fiducia. Seguiamolo, anche sostenuti dall’austero cammino di questa Quaresima”. 

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