Bastoni nella bufera, l’esultanza dopo il rosso a Kalulu scatena i social

Bastoni nella bufera, l’esultanza dopo il rosso a Kalulu scatena i social

(Adnkronos) – Alessandro Bastoni è finito al centro di una bufera online dopo Inter-Juve. Nel derby di Serie A di San Siro, il difensore juventino Pierre Kalulu è stato espulso dopo un contrasto con Bastoni, già ammonito. L’arbitro ha dato il secondo giallo al francese, ma i replay mostrano che non c’è stato quasi nessun contatto e che Bastoni è caduto a terra accentuando l’azione. 

Con le regole attuali, il VAR non può intervenire sui doppi gialli, quindi la decisione è rimasta confermata nonostante le proteste e le immagini. A scatenare ulteriori critiche sono stati il modo in cui Bastoni ha reagito all’espulsione di Kalulu — esultando alle spalle dell’avversario — e la diffusione del video dell’episodio sui social. Molti tifosi, soprattutto juventini, hanno parlato di “simulazione” e di comportamento antisportivo, sommergendo il profilo del difensore nerazzurro di insulti e commenti duri. 

Il dettaglio che ha fatto esplodere tutto? L’esultanza plateale del difensore nerazzurro proprio alle spalle di Kalulu a terra: gesto letto da tanti come provocatorio e antisportivo. L’immagine ha fatto il giro del web in minuti. 

 

Risultato: Instagram invaso da insulti pesanti (“simulatore”, “schifoso”, minacce vere e proprie). I commenti sotto i suoi post sono stati limitati dai social media manager dell’Inter per arginare l’odio. Su X stessa musica: post al vetriolo da tifosi Juve e non solo, richieste di esclusione dalla Nazionale e commenti tipo “antisportivo cronico” o “il male del calcio”. 

Tra gli utenti c’è infatti che scrive: “Spero che Gattuso non lo convochi in nazionale” e “Spero che non vada ai mondiali in un modo o nell’altro altro”. E c’è anche chi ricorda che “il fair play nel calcio è un codice di comportamento basato su lealtà, rispetto reciproco e correttezza, che va oltre il semplice rispetto delle regole. Comprende il rispetto per avversari, arbitri e compagni, la dignità nella sconfitta e il rifiuto di violenza e doping”. 

 

 

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