(Adnkronos) – “Quella che sto vivendo è una vicenda dolorosa. Il mio passo indietro dal ruolo di membro del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali nasce da quello che chiamo “Senso dello Stato e delle istituzioni”. Così l’avvocato Guido Scorza, a pochi giorni dalle dimissioni dal ruolo di Componente del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali, intervistato da Cosmano Lombardo, ceo e Founder di Search On Media Group e ideatore di AI Festival, alla plenaria della manifestazione. Â
“Esiste un’autorevolezza, e un’autorevolezza percepita, esiste chi sei ed esiste come le persone ti vedono – ha aggiunto -. Alcune inchieste giornalistiche e giudiziarie, di cui riconosco comunque il valore democratico, hanno al momento minato la mia autorevolezza percepita. Fino a quando questa non sarà pienamente ristabilita, cosa che normalmente avviene solo dopo che i giudici hanno pronunciato l’ultima parola in quanto cacciatori sani di verità , c’era il rischio che rimanere nel mio ruolo avrebbe finito per compromettere anche l’autorevolezza percepita del Garante. Amando profondamente quell’istituzione, non potevo permetterlo”.Â
“Ammetto però il mio dispiacere: siamo nel 2026, si parla di intelligenza artificiale, di turismo spaziale e di grandi sfide, eppure questo Paese continua a dimostrarsi poco capace di distinguere la fase della ricerca della verità – sia giornalistica sia giudiziaria – dalla fase dell’accertamento della verità , tendendo troppo spesso ad anticipare la condanna” ha poi concluso.Â
—
cronaca
webinfo@adnkronos.com (Web Info)


