Von der Leyen a Davos: “Costruire indipendenza Europa, vecchio ordine non tornerĂ ”

Von der Leyen a Davos: “Costruire indipendenza Europa, vecchio ordine non tornerĂ ”

(Adnkronos) – Gli “shock geopolitici” che segnano il mondo di oggi sono una “opportunitĂ ” da cogliere, per costruire “l’indipendenza europea”. Lo dice la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, parlando al World Economic Forum di Davos, in Svizzera. 

“Gli shock geopolitici possono, e devono, rappresentare un’opportunitĂ  per l’Europa – afferma von der Leyen – a mio parere, il cambiamento epocale che stiamo attraversando oggi è un’opportunitĂ , anzi una necessitĂ , per costruire una nuova forma di indipendenza europea. Questa esigenza non è nuova, nĂ© è una reazione a eventi recenti”.  

Invece, prosegue, “è un imperativo strutturale da molto piĂ¹ tempo. Quando ho usato questo termine, indipendenza europea, circa un anno fa, sono rimasta sorpresa dalle reazioni scettiche. Ma a meno di un anno di distanza, ora esiste un reale consenso su questo punto”. Per von der Leyen “la veritĂ  è che potremo sfruttare questa opportunitĂ  solo se riconosceremo che questo cambiamento è permanente. Certo, la nostalgia fa parte della storia umana. Ma la nostalgia non riporterĂ  indietro il vecchio ordine”, assicura. 

L’Ue è “sul punto di concludere” un accordo commerciale “storico” con l’India, che creerebbe un’area di libero scambio con quasi “due miliardi” di abitanti, sottolinea quindi la presidente della Commissione Europea. 

“Subito dopo Davos – dice – andrĂ² in India. C’è ancora del lavoro da fare. Ma siamo sull’orlo della conclusione di un accordo commerciale storico. Alcuni lo chiamano ‘la madre di tutti gli accordi’. Un accordo che creerebbe un mercato di due miliardi di persone, pari a quasi un quarto del Pil globale”  

Per von der Leyen l’accordo con New Delhi, “soprattutto, garantirebbe all’Europa un vantaggio da pioniera, con una delle economie piĂ¹ dinamiche e in piĂ¹ rapida crescita al mondo. L’Europa vuole fare affari con i centri di crescita di oggi e con le potenze economiche di questo secolo. Dall’America Latina all’Indo-Pacifico e ben oltre, l’Europa sceglierĂ  sempre il mondo. E il mondo è pronto a scegliere l’Europa”, sottolinea ancora. 

 

La proposta di creare un 28esimo regime per le imprese Ue, che darebbe loro modo di operare nel mercato unico seguendo un insieme unico di regole anzichĂ© 27 come oggi, ripetutamente annunciata, verrĂ  presentata “presto” dalla Commissione Europea, assicura la presidente dell’esecutivo Ue. 

“Presto presenteremo il nostro 28esimo regime -. afferma von der Leyen – l’obiettivo finale è creare una nuova struttura societaria autenticamente europea. La chiameremo Eu Inc. Abbiamo bisogno di un insieme unico e semplice di regole che si applichi senza soluzione di continuitĂ  in tutta l’Unione, in modo che le imprese possano operare in tutti gli Stati membri molto piĂ¹ facilmente”.  

“I nostri imprenditori potranno registrare una societĂ  in qualsiasi Stato membro entro 48 ore, completamente online. Godranno dello stesso regime patrimoniale in tutta l’Ue”, assicura infine.  

 

Tra poco piĂ¹ di un mese “passeremo il quarto anniversario della guerra di aggressione russa contro l’Ucraina. Quattro anni dopo, la Russia non mostra alcun segno di cedimento. Nessun segno di rimorso. Nessun segno di ricerca della pace”, ribadisce quindi von der Leyen. 

“Al contrario – continua – la Russia sta intensificando i suoi attacchi. Uccide civili ogni giorno. Proprio la scorsa settimana, i bombardamenti sulle infrastrutture energetiche dell’Ucraina hanno lasciato milioni di persone al buio, al freddo e alla scarsitĂ  d’acqua. Questo deve finire. Tutti noi vogliamo la pace per l’Ucraina. Riconosciamo il ruolo del presidente Donald Trump nel portare avanti il processo di pace e lavoreremo a stretto contatto con gli Stati Uniti”.  

L’Ucraina, ripete la presidente, “deve essere in una posizione di forza. Per questo motivo abbiamo deciso di concederle un prestito di 90 miliardi di euro per il 2026 e il 2027. Con questo sostegno, ci assicuriamo che l’Ucraina possa: rafforzare la sua difesa sul campo di battaglia; rafforzare le sue capacitĂ  di difesa; mantenere in funzione i servizi di base. Soprattutto, riafferma l’impegno incrollabile dell’Europa per la sicurezza, la difesa e il futuro europeo dell’Ucraina. Parallelamente, abbiamo deciso di immobilizzare definitivamente i beni russi e di riservarci il diritto di utilizzarli. Questo dovrebbe servire da severo monito alla Russia. E da messaggio al mondo: l’Europa sarĂ  sempre al fianco dell’Ucraina. FinchĂ© non ci sarĂ  una pace giusta e duratura”, sottolinea. 

L’Artico “non era” una prioritĂ , quando la presidente della Commissione Europea ha “iniziato a preparare” il suo discorso per il World Economic Forum di Davos, ammette quindi la stessa von der Leyen, alla fine del suo intervento nella cittadina alpina.  

“Quando ho iniziato a preparare il discorso di quest’anno – afferma – la sicurezza nella regione dell’Estremo Nord non era il tema principale. Ma per molti versi, si collega al tema piĂ¹ ampio da cui ho iniziato oggi. Che l’Europa deve accelerare la sua spinta verso l’indipendenza, dalla sicurezza all’economia, dalla difesa alla democrazia. Il punto è che il mondo è cambiato in modo permanente. Dobbiamo cambiare con lui”, afferma. 

L’Ue ha steso la sua prima strategia per l’Artico nel 2008, diciotto anni fa, ma a tutt’oggi non dispone di rompighiaccio in grado di navigare nel Mare Artico. Alcuni Paesi, come Finlandia e Svezia, possono contare su navi rompighiaccio, ma sono adatte solo al Mar Baltico, che ghiaccia parzialmente in inverno, non alle dure condizioni dell’Artico. La Danimarca, uno degli alfieri dei Frugali, aveva una piccola flotta di rompighiaccio, ma li ha venduti tutti, malgrado la Groenlandia faccia parte del Regno. 

Quindi il passaggio sulle tariffe minacciate dagli Usa. L’imposizione di dazi aggiuntivi sulle importazioni dai Paesi europei che hanno mandato militari in Groenlandia , dice, è “un errore”, e l’Europa è “pienamente impegnata” per la sicurezza dell’Artico.  

“Per quanto riguarda la sicurezza della regione artica, l’Europa – afferma – è pienamente impegnata. E condividiamo gli obiettivi degli Stati Uniti in questo senso. Ad esempio, la Finlandia, uno dei membri piĂ¹ recenti della Nato, sta vendendo i suoi primi rompighiaccio agli Stati Uniti. Questo dimostra che abbiamo le capacitĂ  necessarie proprio qui, nel ghiaccio, per così dire. Che i nostri membri settentrionali della Nato dispongono giĂ  di forze pronte per l’Artico”.  

E dimostra “soprattutto – continua – che la sicurezza artica puĂ² essere raggiunta solo insieme. Ecco perchĂ© i dazi aggiuntivi proposti sono un errore, soprattutto tra alleati di lunga data. L’Ue e gli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo commerciale lo scorso luglio. E in politica come negli affari, un accordo è un accordo. E quando gli amici si stringono la mano, deve pur significare qualcosa”, conclude. 

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